martedì 28 giugno 2016

Mare, Sole e Cultura; Massimo Bisotti, I VOLTI DEL PASSATO


Positano 2016:    Mare, Sole e Cultura

XXIV EDIZIONE

I VOLTI DI DIO

Religione e violenza sulle due rive del Mediterraneo

presenta

I VOLTI DEL PASSATO

CON

MASSIMO BISOTTI

Giovedì 30 Giugno 2016 – ore 21.00    Terrazza Hotel Marincanto – Positano



La rassegna letteraria Positano 2016 Mare, Sole e Cultura, presieduta da Aldo Grasso, quest’anno dedicata al tema «I volti di Dio. Religione e violenza sulle due rive del Mediterraneo, giunta alla XXIV edizione prosegue con una riflessione suI volti del passato”.
Giovedì 30 giugno (Terrazza Hotel Marincanto–ore 21,00) Massimo Bisotti, autore di “Un anno per un giorno” (Mondadori), approfondirà alcuni temi dell'esistenza umana, quali il tempo e la sua stretta connessione con il caso, il destino e il vero amore.



Noi amiamo essenzialmente quello che ci manca. Alex Gioia è uno dei più famosi cantanti italiani. La sua vita, baciata dal successo, è attraversata da un cruccio che lo tormenta: non aver potuto vivere fino in fondo la sua storia d'amore con Greta, una ragazza più giovane di lui, conosciuta durante un evento a Napoli. Alex e Greta si sono rincorsi, si sono sfiorati, ma il momento per loro non è stato mai quello giusto. Da qualche tempo Alex si è trasferito a Parigi, per riprendere fiato in una città in cui non conosce nessuno e nessuno lo conosce, per ritrovare la sua ispirazione perduta.
Un giorno, in metrò, si incuriosisce osservando una donna che scende sempre a fermate diverse con persone diverse, facendo delle bolle di sapone. Ne resta affascinato, si presenta e si ritrovano a parlare di occasioni mancate e di rimpianti. Improvvisamente Nirvana, questo è il nome della ragazza, offre ad Alex un dono: un tubo di bolle di sapone. Un tubo magico, gli spiega, e ogni volta che soffierà potrà tornare a un giorno del suo passato, e cambiarlo. Ma ogni viaggio avrà un prezzo. Per ogni tentativo fatto per tornare indietro nel tempo, Alex dovrà dare in cambio un anno della sua vita. Un anno per un giorno. Alex torna all'albergo in cui vive, credendo sia uno scherzo. Finché, ripensando a Greta, non osserva il tubo e viene preso dalla voglia di soffiare. E se Nirvana avesse detto la verità? Se davvero il passato si potesse cambiare?
Ambientato tra Parigi e Napoli, di cui Bisotti come nessuno sa restituire l'incanto e la bellezza, e popolato di personaggi indimenticabili, come il concierge Etienne e la bellissima modella Charlotte, Un anno per un giorno è un libro emozionante, inatteso, profondo.

 
Martedì 5 Luglio (Terrazza Hotel Le Agavi – 21.00) Positano celebra “I volti di Bellavista” nel corso di una serata dedicata alla vita e alla carriera di uno degli scrittori più amati d’Italia, Luciano De Crescenzo, autore di “Non parlare, Baciami (Mondadori). Interviene Gianluca Mech. Durante l’incontro sarà proiettato il documentario “Così parlò De Crescenzo” prodotto dalla Bunker Hill.

lunedì 27 giugno 2016

Addio a Peppino Leone, il Maestro che amava le Sirene



Si è spento all'età di 98 anni, Giuseppe Antonello Leone, pittore e scultore di fama internazionale, nella sua abitazione di via Generale Parisi a Napoli.
 
Poche ore prima è andato in stampa il suo nuovo libro di poesie, 'Albe su muri a secco', con prefazione di Aldo Masullo e la postfazione di Gerardo Picardo, scritta tempo, che siamo in grado di anticipare in questo post:

 

Sulla pietra squadrata

si mascherano Dèi e Sirene,

le vele delle navi

la pietra squadrata

per affondarla

in un teatro di luce sofferta,

negli abissi profondi.




La forza semplice dell’erba sciatizza

I Leone sono una razza di sciamani. Raccontano contaminazioni, umanità e pensieri lunghi. Giuseppe Antonello impasta versi come fa con i colori: li libera. Conosce il segreto del bosso, la pianta dei labirinti, e sa – con Giordano Bruno – che niente resta uguale dopo le maree. Per lui, come per il filosofo, ogni punto è centro. Alla soglia dei 100 anni, il suo cuore è sempre abitato dalla passione per la ricerca e non ha smesso di indicarci un sentiero, che cuce tradizione e futuro. Antonello non ha rincorso speranze zoppe o roba corta: ha costruito muri a secco. Alzati piano, con pazienza e mestiere, nella vita come nella ricerca artistica. Lo ha fatto con impegno e fatica, facendo della propria storia una filosofia, e una testimonianza capace di infuturarsi.

Le poesie qui raccolte dicono il bisogno di riannodare un tempo, di ridefinire il frame di una storia, non per inchiodarsi alla nostalgia o chiudersi a chiave nel passato, ma per costruire ancora anticipazioni. La messa a terra di questo discorso che dilata la voce del territorio è, infatti, la speranza. Fuochi di brace per nuove avventure di pensiero. Vale per lui ciò che scrive Erri De Luca: “Non siamo partiti di schiena”. Il cuore di Peppino ha sempre abitato tra le nostre verdi montagne, i racconti dei vecchi, i fiumi che fanno rotolare i sassi, tanto cari alla sua litosofia. Camminiamo tra antichi fronti e nuove costellazioni. Mettiamo ancora due bicchieri di bianco d’uovo alla finestra, la notte di S. Giovanni, e recitiamo formule antiche per allontanare il male. Chiediamo un giorno di sole a un cielo di Santi. L’artista e poeta Giuseppe Leone ci insegna che la vita non è fatta di un’unica corda. Ci ricorda che la terra irpina è carne. Appartenenza e cultura. Radice che non gela.

Qui holzwege è anche ankunft, arrivo a casa. Abitare responsabilmente questa ingiunzione significa ascoltare il vento che porta le voci, e costruire – nel nostro tempo – percorsi di umanità. Tra nomi stuorti e ianare, passiamo la carbonella sulla pietra liscia. Per noi, come per i briganti, spesso il grano è stato mescolato a polvere di calce, per impedirci di fare il pane. Ma nessuno si è arreso.

Al collo portiamo un sacchetto di terra e i nostri morti. I boschi e le piazze di pietra, i nostri portali antichi, non sono immagini fissate su lastre di bromuro: sono luoghi dell’anima. Non siamo noi a cercarli, sono loro che ci cercano. Ci bussano alle spalle, ricordandoci la grande sapienza contadina che allaccia con il salice le viti, accanna legna per l’inverno e continua a cantare nelle vene delle nostre donne e dei sogni che abbiamo tradito.

Molti di questi versi li ho conservati a lungo. Dai tempi in cui, a Napoli, ogni giorno andavo a trovare Peppino nella sua bottega di saggezza. Mi divertivo a osservarlo, si muoveva come un gatto tra tele, colori, pietre e fogli. Lo sorprendevo a scheggiare sassi raccolti nei fiumi d’Irpinia e della Lucania. Andavamo per taverne come faceva con il suo amico Rocco Scotellaro, spesso solo per un piatto di verdura che mi è rimasto nellanima.

Lui disegnava con il carboncino nero o componeva versi su pezzi di carta da pane o su tovaglioli. Tante poesie sono nate così, e hanno dovuto attendere a lungo prima di tornare a parlare su carta. Per tutti, come volevamo. In questa raccolta, il rinascimentale artista dipinge un racconto di vicinanza alle lotte umane. La sua adrenalina è la sfida intellettuale, che ha tanti punti di ingresso. Oltre ai segmenti colorati delle sue competenze, c’è un Cenacolo di artisti, pittori e pensatori che gravita attorno alla collina di Pizzofalcone, di cui Peppe è maestro. Disegnano il miglio in avanti e mettono in circolo ricerche profonde.

L’artista conosce il demone della Cartiera e lo spirito del fiume Sabato, che narra storie. Lui che ha lottato indossando il velluto dei contadini, continua a lanciare dadi. Vive partenze e ritorni, con il mare dei viandanti. Ma ha vissuto la storia con intensità, perciò le sue mani non hanno le righe dei porti mancati.

Toglie bende, getta sale di sapienza, resta un cercatore nel vento della sua e nostra terra. “Cerco la sedia rossa in mezzo alla piazza”, scrive il vecchio saggio. L’occhio è al futuro, alle uova del Drago che impiegano tempo per dischiudersi ma poi raccontano un mondo. “Usciremo dall’arco/sul dirupo, a mani aperte”, annota ancora Leone. La vita scorre, “i tre sordi della montagna hanno cantato...”, e la verità non ha rughe. E allora: voce. “Voce alla foglia/che vive,/non alla cenere voluta dai potenti,/tessitori di morte/sulle pietre del tempo”.

Intanto “si va dietro un chicco di grano,/arando le nuvole, tra mura dirute”. Una lezione di vita che parla ai giovani: “Venite, fanciulli,/caricate sulle spalle una pietra,/tracciate un cerchio infinito/per la città della luce,/dove l’abbraccio senz’armi, dissoda la terra/e pianta grano/e miliardi di rose./Oltre la notte l’alba”. Il cuore acceso nell’inverno “gioca d’assenza/per vivere tra boschi/dove i lupi hanno fame”. Andiamo ancora con i nostri ricordi “per il tratturo del monte”. Ascoltiamo la voce degli avi, “smarriti dietro aratri a scassare la terra inaridita dal sole”.

Sappiamo che occorre camminare ancora, cercare il tempo di dentro. E vivere. Allora, forse, “il seme dell’erba sanguigna uscirà bandiera”. Ha ragione il poeta Leone: “Tra le stoppie/un fuoco arde e un canto svanisce in luce”. Per lui anche il Nolano diventa un “artigiano totale”, ascende “con la verità in attesa, ritrovando quattrocento lune perdute/a Cuba,/senza ceneri./Sapevi che la foglia del gelso nutre il baco da seta/e che il fico del baco,/tra le mani dell’uomo, conduce il varco/dove passa la filosofia del dono”. Peppe è depositario di antiche sapienze irpine: “So dove è impresso il singo/per entrare in paradiso: quel tracciato lo segnò un vecchio cieco”. Ma Leone è anche e soprattutto movimento. Cadenza i suoi versi sotto la stella della Kinesis: “Due montagne/sette le grotte,/e un carro senza ruote che percorre la strada,/io, con le scarpe consumate”. È una ballata di vita e un racconto di lotta. “D’agosto narrano di vecchi arnesi; avventure di donne su un carro/con ruote di pietra che gira tre volte/intorno al sacrato della Mefite/e della Vergine del Sauro”.

Sotto lune saracene, canta “a finestre spalancate”. Scava nell’anima il pensiero di zia Concetta, bianchissima e stanca: “Mia madre custodiva carbone per i nostri ritorni./Scioglieva nodi con voce remota; nella terra della gramigna,/cercava l’erba sciatizza/per auspici di pane contro la fame”.

Non sappiamo dove porteranno i nostri sentieri: “Forse troveremo la pietra forata dal fulmine, il seme nascosto del tempo che trattiene un mistero di luce”. Intanto “le scatelle dei dubbi/ancora bruciano ebbrezze e peccati/dell’albero morto”. Portiamo nelle tavole di carne del nostro cuore “pane mancato, e acque rapite”.

Sorride con il suo viso forte, pieno di umanità. Lui, avanguardia e sperimentazione nel lungo viaggio dell’inquieto Novecento, ha contribuito a formare una generazione di ribelli. La sua lezione di vita fa compagnia. Come una voce cara e discreta, che si ritrova all’alba: “Chiamatemi se vedete sulla strada stretta venire l’incontaminato: egli sa consumare la pena/aspettando il sorriso della morte”. Continuiamo a seguirlo, davanti al camino di pietra del nostro cuore zingaro. Forse “per tamburare un tempo che torna. Vento tra venti”.

 

                                                                       Dalla postfazione di Gerardo Picardo

 

venerdì 24 giugno 2016

CERIMONIA per BANDIERA BLU ed altro ancora ....


OGGI a POSITANO . Un pomeriggio Ricco di eventi 
na riunione informale  e di lavoro per la prossima apertura del Summer Camp.                                Grido di battaglia  Giocando s' impara.
Una mamma chiede info all' Cons. Di Leva e a Manuela Porrazzo
I bambini saranno accolti da personale specializzato dal lunedì al venerdì  alle ore 09.30 presso il campetto del tennis 7° piano. E riprenderli sulla Spiaggia Grande alle 17.00 . Summer Camp si articola  in attività sportive , tennis, basket, pallavolo, calcio rugby ginnastica nuoto e canoa

 
Ci saranno anche balli popolari giochi di animazione.  Inoltre non mancheranno attività di laboratorio  come pittura cake design preparazione di marmellata e gioco degli scacchi.
Chiedo al Consigliere Di Leva di che si tratta … “ Già al momento abbiamo una ventina di iscritti. Siamo sicuri che quando inizieremo , lunedì 26, saranno molti di più.  Ogni anno stiamo cercando di apportare nuove attività e nuovi giochi. Abbiamo previsto un uscita fuori Positano presso la Piscina “Lisca” in zona CColli di S. Pietro. Ad assistere i nostri ragazzi tra i 6 e gli 11 anni ci sarà del per4sonale qualificatoed esperto. Ci sarà un esperta laureata in scienze dell’ informazione e istruttrice di canoa, nuova attività all’interno del camp che per il secondo anno sarà organizzato dal Party Planner di Manuela Porrazzo.


ALLE 18.30  Inaugurazione del Nuovo Punto del Pescato. Si tratta di una spazio già esistente ma abbandonato che il Comune di Positano ha concesso ai pescati, per la pesca con celle frigorifere , bagni con doccia e ripostigli per i loro utensili da pesca.
I Decani dei pescatori positanesi: Giggino Gambardella , O'Fratill'
Savatore Capraro e Nunzio Di Costanzo
Simone Pepito Esposito con Enzo Di Costanzo
 
Il sindaco di Positano per questa giornata di festa indossa
la cravatta con la croce di Amalfi che gli ha donato il collega  amalfitano
 
De Lucia delega Luigi Gambardella a tagliare il nastro tricolore
per l'inaugurazione.
 
Ormai sono le 19.00  è il momento di Bandiera BLU
 
La banda musicale san Vito Positano

 
Com dei Vigili urbani Riccardo Cremonese Il sindaco Michele De Lucia,
 GianMaria Talamo regista della manifestazione, il Mr dei Carabinieri Davide Cono,
Francesco Montanile Capo 1 cl. della Capitaneria di Porto e
Mr. aitante  GdF Filippo Ferraiuolo
 
a fine manifestazione
 
con Giulia Talamo , Concerto del Trio Tarante
e " Positano senza Tiempo
 
 
 
 
 
 

MELANIA Etoile di Positano, go ... Melany go ..


Melania Cuomo è l’ Etoile di Positano. Ieri sera si è diplomata in danza nella struttura del Cinema Teatro Armida di Sorrento durante il saggio della Scuola Danza di Patti Schisa, con una strepitosa interpretazione di  “Fata Confetto nel classico "Lo Schiaccianoci" .  Il prossimo grande impegno di Melania la vedrà impegnata  in Austria in un duro stage con continui allenamenti nell’ arte di Tersicore. 

 
 
Alla cerimonia di chiusura  erano presenti il sindaco di Praiano
Giovanni Di Maritino e il vice sindaco di Positano Francesco Fusco
 
L'atteso commento della cuginetta scritto de panza e de core
Grazie Pam ...
 
" Lo Schiaccianoci è un balletto di repertorio tra i più famosi e rappresentati al mondo. Ispirato al racconto di Hoffmann, venne rappresentato per la prima volta a Pietroburgo il 18 dicembre del 1892. Molte sono le versioni e gli adattamenti personali. Coccinelle e fatine aprono il quadro del regno dei dolci nel quale un divertissement di danze fa da cornice al passo a due della diplomanda Melania CUOMO con il principe Giampiero TRIMALDI.
 
Con le sue forze e il supporto dei genitori Rosario e Giovanna (che oggi cogliamo l’occasione per farle i nostri migliori auguri di buon onomastico) Melania è riuscita a realizzare il suo sogno! Un sogno difficile da coronare perché come in tutte le cose oltre ad avere costanza, la danza ha bisogno di essere portata nel cuore. Essa deve essere coltivata e mai trascurata.
 
Il suo sorriso al momento della consegna del diploma: forse il sorriso più vero, un sorriso di soddisfazione... probabilmente anche un sorriso un po’ amaro perché tutto il lavoro di interi mesi in poche ore è terminato. Prove su prove, passi che vengono provati e riprovati fino allo sfinimento. Ma la gioia di questo momento è immensa ed è capace di sovrastare tutto il resto. "
 
 
 
 
 
 

Elisa Anfuso - Alessandra Lanzafame (IN)CONSCIA VERITAS


Vi ricordate di Elisa Anfuso ? Ve ne parlai un anno fa ...  vedi anche su http://positanomylife.blogspot.it/2015/06/liquid-art-system-presenta-as-in-sky-so.html


Elisa è tornata a Positano con i suoi dipinti infatti ....
Questo pomeriggio si è tenuta, nella galleria di via dei mulini 16, l’apertura della mostra di Elisa e Alessandra Lanzafame, fotografa.

Elisa Anfuso - Alessandra Lanzafame   (IN)CONSCIA VERITAS
 


Elisa Anfuso e Alessandra Lanzafame alla " Liquid art system " a Positano
                              Nella sala Blu di Liquid art system Franco Senesi con le due artiste
                                               

Liquid art system è lieta di presentare il prima esposizione del progetto comune di Elisa Anfuso e Alessandra Lanzafame. Si usa non a caso il termine progetto e non quello di mostra, in quanto si tratta più di una presentazione al pubblico di un dialogo visivo tra le due artiste, che di una vera e propria esposizione. Un dialogo aperto, che temporaneamente si mostra nella galleria di Positano.

 


Già da anni ormai le due artiste si confrontano su alcuni temi che interessano la ricerca indipendente di entrambe e, inevitabilmente, il loro dialogo ha finito per lasciare delle tracce sul lavoro di ciascuna, pittorico quello di Elisa Anfuso, fotografico quello di Alessandra Lanzafame.

 


Quest’ultima, ormai da diverso tempo è una delle modelle e muse dei dipinti di Elisa Anfuso, la quale affida al volto della Lanzafame l’onere di trasmettere al pubblico una parte delle proprie emozioni e dei propri contenuti. Col tempo tuttavia Elisa Anfuso ha cominciato non solo ad osservare e ritrarre il volto e gli occhi di Alessandra Lanzafame, ma anche a guardare il mondo attraverso quegli occhi… occhi che si esprimono e fissano il proprio punto di vista attraverso l’uso creativo della macchina fotografica.

Fotografia e pittura dunque che si influenzano a vicenda in un continuo rimando di temi, soggetti e significati.

Vi è una fonte comune nel lavoro di entrambe le artiste, l’inconscio. Una fonte, ma anche un soggetto da ritrarre. Tutte e due partono da elementi autobiografici, iniziando la propria ricerca dall’osservazione profonda della propria interiorità, lasciando che affiorino in superficie elementi inconsci.

 


La tela nel caso dell’una, la carta nel caso dell’altra, diventano “filtri” su cui si proiettano le visioni interiori che si esprimono in un linguaggio allegorico che proviene dall’inconscio. Sicché la storia personale diviene potenzialmente universale perché è fatta dalle stesse luci e dalle stesse ombre che animano il “fondo” di ogni essere umano.

 
Le visioni allegoriche ritratte da Elisa Anfuso e Alessandra Lanzafame attingono all’immaginario comune che ogni persona conosce, perché abita il mondo dei sogni, crea le visioni oniriche e quelle spirituali.

In mostra, sui lati della sala ottagonale della galleria Liquid di Positano sono esposti i lavori personali di ciascuna artista, anche se l’osservatore può immaginare le influenze ed i rimandi reciproci in ogni lavoro, che culminano nell’opera realizzata in comune, esposta sul fondo della sala stessa nella parete centrale (Genesi II ovvero L’incubatrice – La primavera della coscienza). Si tratta un grande racconto figurato, in cui fotografia e pittura si intersecano, che si compone di due tempi, legati da un filo rosso che rappresenta l’evoluzione. Da un lato si rappresenta la condizione biologica, inconsapevole, dell’essere umano, dall’altro il risveglio della coscienza, in cui la mente prende consapevolezza di sé (che nell’opera viene rappresentata nella sua triplice struttura di concezione freudiana: Es, Io e Super-Io).

 

Elisa Anfuso

Il nuovo ciclo di lavori di Elisa Anfuso si intitola Mondi Celesti; in questi, i paesaggi reali di ispirazione rinascimentale che facevano da sfondo ai suoi personaggi nel ciclo dei lavori precedenti, lasciano il posto a paesaggi soltanto immaginati, nei quali il cielo diviene un semplice fondale dipinto (ed incompleto) e la natura - e le architetture umane e animali che la abitano - diventano schemi che affiorano alla coscienza dalla memoria.

«Mondi celesti, perché celeste è per antonomasia il regno dei cieli e la volta su cui simbolicamente, ai nostri occhi miopi, è proiettato il cosmo. Mondi celesti vuole essere una grande messa in scena allegorica attraverso cui  sto provando a dare un senso al mondo e al mio dolore, che poi è un dolore universale, perché è il dolore dello stare al mondo. È il dolore di una perdita, di un sacrificio, di un abbandono, è il dolore di un’anima dai desideri eterni legata alla carne di un corpo decadente» (E.A.).

 

Alessandra Lanzafame


La serie di immagini di Alessandra Lanzafame ci mostrano un’artista che utilizza lo strumento fotografico con assoluta libertà: non vi sono tecniche o formati prediletti solo la consapevolezza che non vi possano essere altri segni nell’immagine che non provengano dallo scatto. Scompare la statica compresenza di uno spazio e di un tempo nella stessa immagine; un sapiente uso del fotodinamismo rende la fotografia lo spazio di rappresentazione di infiniti tempi e di infinite possibilità: uno stesso ambiente diventa il luogo di memorie multiple o di successivi attraversamenti o ancora il luogo di rivelazione di ciò che ad occhio nudo non è percepibile.

Il fotodinamismo «più che una scelta tecnica, è il bisogno di incidere, in uno solo scatto, tutto quello che accade in quei secondi. Anche quando dormiamo la nostra mente è dinamica.  La fotografia nasce per immobilizzare gli istanti, ma dentro quegli istanti c’è un continuo fluire di vita vissuta. Il fotodinamismo penso che aiuti a mostrare quel fluire» (A.L.).

 

 

                                                                                                  Marco Izzolino

giovedì 23 giugno 2016

Daria , dalla Russia per Amore ...

Oggi a Positano nel suo atelier in via Franco di Franco, già via
Leucosia...

Daria Maslova  è nata in Russia dove ha studiato e si è diplomata all' Accademia di Turismo.
Nel 2011 è a Capri per un viaggio di piacere ....e  ci è rimasta dopo aver conosciuto Claudio, affascinante sub, cuoco e maestro stuccatore.. vedi post sotto ..


                               Daria Maslova  nel marzo 2013 nella galleria di Franco Senesi
                                in piazza dei Mulini dove ha lavorato per diversi anni


 Claudio Senesi " mastro degli stucchi" vedi post precedente
 
Daria e Claudio in una foto di Piero Incarnato " Aminta" scattata
durante il loro matrimonio a Capri
 
Tornati a Positano Daria ha realizzato il suo sogno nel cassetto: Aprire
un negozio tutto suo di Accessori femminili.....
detto fatto .. Apre Missis in via Franco di Franco a due passi dalla piazza dei Mulini
 

Borse , sandali e accessori ...

oggi all' ingresso di Missis con Martina

all' interno di Missis , l'Atelier di Daria Maslova


Sandali e borse sono una esclusiva realizzate da un artigiano di napoli
 
Martina e una borsa di Daria
 
 
 
 

Daria , dalla Russia per Amore ...

Oggi a Positano nel suo atelier in via Franco di Franco, già via
Leucosia...

Daria Maslova  è nata in Russia dove ha studiato e si è diplomata all' Accademia di Turismo.
Nel 2011 è a Capri per un viaggio di piacere ....e  ci è rimasta dopo aver conosciuto Claudio, affascinante sub, cuoco e maestro stuccatore.. vedi post sotto ..


                               Daria Maslova  nel marzo 2013 nella galleria di Franco Senesi
                                in piazza dei Mulini dove ha lavorato per diversi anni


 Claudio Senesi " mastro degli stucchi" vedi post precedente
 
Daria e Claudio in una foto di Piero Incarnato " Aminta" scattata
durante il loro matrimonio a Capri
 
Tornati a Positano Daria ha realizzato il suo sogno nel cassetto: Aprire
un negozio tutto suo di Accessori femminili.....
detto fatto .. Apre Missis in via Franco di Franco a due passi dalla piazza dei Mulini
 

Borse , sandali e accessori ...

oggi all' ingresso di Missis con Martina

all' interno di Missis , l'Atelier di Daria Maslova


Sandali e borse sono una esclusiva realizzate da un artigiano di napoli
 
Martina e una borsa di Daria