martedì 23 dicembre 2008

POSITANO: UNA BELLA GIORNATA

Ieri mattina dalla mia finestra. Purtroppo sembra che torna aria di bufagna,il temporale, il cattivo tempo.
Ieri sera a Fornillo aspettando gli amici di Officina. Soltanto in questo mese si può vedere da Positano il Sole tramontare. Uno di questi giorni mi ci proverò. Le previsione meteo sono decisamente brutte.

Ieri sera a Fornillo dopo l'incontro con gli amici di Officina

giovedì 18 dicembre 2008

UNA RICETTA PER LE FESTIVITA'_ il baccalà di Kodra

Un'altra idea per un piatto di magro per le prossime festività.




Questa volta è lo chef Vincenzo Sorrentino del ristorante Mediterraneo di Positano ha suggerire la ricetta presa dal libro di Antonio Parlato “ Sua maestà il baccalà”. E’ la ricetta originale scritta dal pittore post cubista albanese Ibrahim Kodra grande cuoco e buon gustaio che per tanti anni ha vissuto a Positano.
Per 4 persone: 600g di filetto di baccalà, 80 g di olio di oliva extra vergine , aglio e peperoncino a piacere, 200 g di pomodorini di Montepertuso, 200g di provolone del Monaco, 1 patata, prezzemolo, un bicchiere di vino bianco di Tremonti.
La Preparazione: si fa soffriggere l’aglio e il peperoncino nell’olio, fino a farli imbiondire, si aggiune il baccalà , che viene cotto facendolo sfumare con il vino per 7/8 minuti. Dopo si aggiunge una patata a fette, bollita a parte, e i pomodorini freschi. Il tutto si cuoce a fuoco lento, chiudendo il coperchio, per una mezz’ora. Si aggiunge il provolone del Monaco tagliato a tocchetti piccoli. Alla fine una spruzzata di Prezzemolo completerà l’opera. Buon appetito !!!

NATALE: Babbo Natale ; la distruzione di un mito


Il Natale è ormai prossimo e gli addobbi sono ormai terminati ovunque. Belli e brutti. Eleganti e non. Come per esempio i Babbo Natale ormai esposti ovunque. Nelle vetrine dei negozi tra mutande e reggipetti ( ma kè c'hazzecca ),o enormi pupazzi davanti all'ingresso dei ngozi, o ancora peggio appesi sulle pareti dei palazzi come fossero ladri nani che stanno per violare i nostri appartamenti. ORRRROREEEEEE degli orrori !! Ma perchè tanto cattivo gusto ? perKè inportare da oltre Oceano anche questa bruttura ? Noi che viviamo nella culla dell'arte, autori dei più bei Presepi dobbiamo addobbare così male le nostre case.
Nella mia fantasia di fanciullo il Babbo Natale era un personaggio mitico, sacro. Mi si distrusse un mondo quando mi si svelò che non esisteva, e che erano i nostri genitori a mettere i regalini vicino al caminetto o sotto il Presepe. Ci soffrii tanto. Come tanto mi rattrista vedere nelle piazze delle città quei poveri mendicanti che per un pugno di monetine stazionano tutto il giorno indossando quei panni rossi tanto amati. Viva i Presepi nelle case, nelle Chiese e nelle strade e abbasso i pupazzi appesi ai balconi e alle finestre.

mercoledì 17 dicembre 2008

PASSEGGIANDO PER LA CAPITALE 4

Finalmente torna a splendere il sole sulla Capitale e siccome non sto a “ pettinà bambole “ o a “ soffià sulla pastina” esco di buo ora per una ricca passeggiata. Di rigore un salto a ponte Cavour per vedè come si sta comportando il biondo Tevere. ( vedi post qui sotto). Da lì una capatina a piazza Navona per un cappuccino e cornetto.

Un musicista intona “ La vie en rose” con la sua fisarmonica, poveraccio, nessuno se lo fila….

Un nugolo di ragazzini passano davanti alle bancarelle. “ Poracci… puro loro” anche qui “ non c’è trippa pe’ gatti”.
Credo che sarà un Natale molto sull’ austerity.

Pranzo “ dar Mordacchini…” alla Dataria con gli ex colleghi. Poi verso casa…


A Piazza Monte Citorio vedo Bruno Vespa (Giampaolo Fabrizio ) che si incontra con il ministro Roberto Maroni ( Dario Ballantini ).


All’ improvviso un fuggi fuggi generale, Ke succede mi chiedo ? Ecco il ministro delle Funzioni Pubbliche, Renato Brunetta che lascia Palazzo Monte Citorio per raggiungere la sua auto. Questa volta vi assicuro non è un altro sosia è proprio quello vero.. Click click click … è velocissimo a precorrere quei pochi metri che lo separa dalla sua a automobile. Non riesco a fare un terzo scatto e tanto meno a raccogliere una sua dichiarazione. " Sta al telefono..." Mi dice un uomo della sicurezza, e la macchina corre via...... Me ne torno a casa con quel piccolo ma prezioso bottino di foto.

Sulla via di rientro mi imbatto nella protesta degli operatori del mercato rionale di via Trionfale che ancora una volta si sentono presi in giro.......

FLAVUS TIBERIS: motus supremo

Rimosso il barcone da Ponte Sant'Angelo
Questa mattina alle 10.00
Questa notte intorno alle 00. 30

ieri alle 17.00

martedì 16 dicembre 2008

ROMA:ANCORA PIOGGIA; Ponte Sant'Angelo , lievi i danni



Massima attenzione per Ponte Sant'Angelo diventato " Sorvegliato speciale ". Marchetti, sovrintendente regionale dei Beni Culturali dice: " Il ponte ha riportato danni lievi sui frangiflutti colpiti dai barconi.
Ieri e questa mattina sono giornate da dimenticare, la pioggia ha causato allagamenti nelle cantine, alberi cadu, smottamenti.


Una ragazza osserva il livello del Tevere da Ponte Milvio


" ar ponte dej'innammorati nu jè pò succede niente.." Mi dice una ragazzina mentre sto fotografando verso il fiume.." ..è lammmore ke lo sostiene..."

lunedì 15 dicembre 2008

IN VATICANO I FEDELI DI MINORI


Ricevo dalla Proloco di Minori questo comunicato stampa che Vi allego:

Newsletter Pro Loco Minori costa d'Amalfi 54/2008la Pro Loco di Minori organizza, per i propri soci ed accompagnatori,nei giorni martedì 16 e mercoledì 17 dicembre 2008 una visita a Roma e Città del Vaticano in occasione della inaugurazione, nei Giardini Vaticani, di due panchine in ceramica realizzate ed offerte dal M° Vittorio Ruocco. La mattina del 17 dicembre la folta delegazione parteciperà alla Udienza del Santo Padre in sala Nervi.

domenica 14 dicembre 2008

CICLISMO : GIRO D´ITALIA 2009 , LA PENULTIMA TAPPA PER POSITANO E IL VESUVIO


Una foto d'archivio di massimo capodanno scattata due anni fa durante il passaggio del Giro d'Italia a Chiesa Nuova a Positano.

Partirà da Venezia e terminerà a Roma, dal 9 al 31 maggio, il Giro del centenario con la penultima tappa tra le stade della Costiera Amalfitana e ultima vetta il Vesuvio . Dopo Benevento i concorrenti passeranno per la provincia di Avellino,Salerno la Costiera Amalfitana per poi transitare per la Penisola Sorrentina, e poi su in cima al Vesuvio.

LA PIENA DEL TEVERE: PONTE MOLLO – PONTE S. ANGELO


Sono a Roma per qualche giorno e non ho saputo resistere dal fare una scappata a vedere il Tevere. E' a poca strada da casa così ci sono andato.
Anche questa volta il vecchio Ponte Mollo come lo chiamano i romani anzicchè Milvio, ha resistito alla violenza dell’ acqua del Tevere. Per chi non lo sapesse questa opera d’arte di ingegneria fu ricostruita intorno alla fine del II sec. A.C. dal censore Emilio Scauro. Poi Garibaldi per fermare i francesi ne fece saltare in aria una parte, ma i quattro archi centrali sono gli originali.
Oggi nei suoi paraggi c’era una gran confusione di gente: fighetti capitolini che ormai stazionano nei bar della piazza h24 , tifosi romanisti per la partita contro il Cagliari, curiosi domenicali per vedere il livello del Tevere e i lucchettari innamorati che ancora oggi ci vanno per suggellare il loro amore . Così sono andato a fotografarmelo tranquillamente da Ponte Flaminio.



LA PIENA DEL TEVERE: PONTE MOLLO – PONTE S. ANGELO
Da ACQUARELLI - Poesie romanesche, di Checco Durante
*PONTE MOLLO*

"Difficilmente il vecchio ponte Milvio potrà resistere alla piena eccezionale".
(dai giornali romani, dicembre 1937)

No... no... se so' sbajati... cascà nun me se vede... come pe' tanti secoli, resto dritto in piede.
Co' tutto che c'è l'acqua che m'è arivata ar collo, li romani ciavranno ancora Ponte Mollo
a cavallo der Tevere che, co' la luna, pare che canti 'na canzona corenno verso er mare.
Lo so, li giornalisti m'aveveno spacciato, ma puro pe' stavorta er cronista ha sbajato,
me la so vista brutta... so' stato in agonia, ho rimpianto pe' un attomo tutta la vita mia.
Quanti ricordi belli!... Quante ne so passate su 'sto povero ponte de coppie innamorate!
...Er primo che arivava de tutti 'sti birboni prima d'ogni antra cosa sfasciava li lampioni.
Nun volevano er gasse, la luce, le fiammelle; pe' trovasse la bocca bastaveno le stelle.
Quante mode diverse!... Prima le polacchette, e poi le veste larghe e poi le veste strette;
ho inteso baci ardenti, risate scrocchiarelle, ma le frasi d'amore erano sempre quelle:
"T'amo!...", "Te vojo bene!...", "Sei l'unico tesoro!...". "Sei l'aria che respiro!...", "Si tu me lassi moro!...".
...E poi, se sa, cor sangue che ardeva ne le vene nun sempre tutto quanto annava a finì bene.
'Na coppia, per esempio, dietro a quell'angoletto misa la prima pietra pe' fabbricà un maschietto.
...Che pianti! Che tormento! Ma poi tutto er cordojo finiva come ar solito, de corsa a Campidojo:
che ognuno nun sognava antro che d'annà a dì, davanti all'assessore, quer benedetto: "si!...".
Quante coppie ho rivisto ripassà dopo tanto con un mucchio de fiji che je trottava accanto!...
Poi cor passà dell'anni, li rivedevo stanchi, magari tutti curvi, co' li capelli bianchi
che, invece de la luna, mo cercaveno er sole, ma ancora se dicevano tante belle parole:
- Ricordi Giggi mio, che belli regazzetti ch'eravamo a vent'anni?...
- Mo semo du' boccetti, ma er core è sempre giovane...
- Ma me voi bene ancora?
- Tanto, tesoro mio... ma tanto come allora.
Ecco l'amore vero... l'amore che po' dà la gioia de vive, la gran felicità...
che po' ridà la forza a n'anima avvilita p'affrontà coraggiosa la lotta co' la vita.
No... no... coppie: venite... e potete sta certe che questo vecchio amico v'aspetta a braccia operte...
v'aspetto a tutte l'ore... contate su de me: io resto dritto in piede a fa da separé
a cavallo der Tevere che, co' la luna, pare che canti 'na canzona corenno verso er mare.
Ecco... er lampione rotto... 'na coppia tutta ardrente sperduta in mezzo all'ombra... e io, vecchio e cadente,
come pe' tanti secoli, da dietro ar parapetto, guardo... sorido... abbozzo... e reggo er moccoletto.

Dicembre, 1937
Un po’ piu forte e graffiante il Belli che in un Sonetto dedicato a "Caster-Zant’ Angelo II" del 6 gennaio 1836 scrive:
“…Una spece laggiù de Ponte mollo
È mollo un c***o, e chi lo vò capillo
Se lo vadi a fa dà tra capa e collo.

Un detto di Roma è anche “ ..Roma cascherà con er ponte Mollo”



Barconi finiti contro ponte Castel Sant' Angelo. I Vigili del Fuoco e rsonale della Protezione Civile sono all'opera per rivuovere i detriti.

sabato 13 dicembre 2008

MOSTRE: ROMA; “Leggi Razziali. Una tragedia italiana”,


Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

M O S T R A

Roma – Complesso del Vittoriano
Gipsoteca, Ingresso Ara Coeli
mercoledì 17 dicembre 2008 – domenica 22 febbraio 2009


In occasione della ricorrenza del 70° anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali, sarà inaugurata martedì 16 dicembre 2008 alle ore 18.30, presso la Sala Gipsoteca del Complesso Monumentale del Vittoriano, la mostra “Leggi Razziali. Una tragedia italiana”, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con UCEI- Unione Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Museo della Shoah – Roma e Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah – Ferrara, con la partecipazione dell’Assessorato Politiche Educative Scolastiche della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma. La manifestazione nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. L’esposizione che sarà inaugurata dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi e dal Presidente dell’UCEI, Renzo Gattegna è a cura di Marcello Pezzetti e Bruno Vespa, con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

La mostra
Testimonianze, filmati inediti, documenti originali, riviste, fotografie, lettere, diari, registri scolastici e oggetti di vario genere. La mostra racconta ciò che accadde tra il 1938 e il 1945: dalla revoca dei diritti civili fino alla deportazione.
Gli avvenimenti e le conseguenze legati all’attuazione delle leggi razziali del 1938 su scala nazionale gettano una delle ombre più buie nella storia dell’Italia.
Preceduta da una martellante propaganda e da un censimento volto a individuare gli appartenenti alla cosiddetta "razza ebraica", l'emanazione delle leggi del 1938 portò a una crudele esclusione dei cittadini italiani ebrei dalla vita in un Paese di cui, fino ad allora, erano stati una componente attiva.

Sette anni di storia segnati da eventi drammatici che a distanza di 70 anni propongono ancora nuovi interrogativi. L’esposizione è realizzata in tre sezioni, precedute da un “prologo” dedicato al ruolo svolto dalla minoranza ebraica nell’Italia unita, in particolare durante il primo conflitto mondiale. Compaiono innumerevoli volti di persone ritratte in momenti della vita quotidiana, volti di cittadini perfettamente intergrati nel tessuto connettivo nazionale. Nella prima sezione, relativa al fascismo tra gli anni Venti e Trenta, sono inserite le vicende degli ebrei in Germania, dall’arrivo al potere di Hitler alla “Notte dei cristalli”. La seconda è interamente dedicata alle Leggi razziali. Ricca di materiale non ancora noto offre uno sguardo approfondito su tre ambiti della società italiana che sono stati violentemente colpiti dall’applicazione delle disposizioni governative: lo sport, la cultura e la scuola. L’ultima prende in considerazione le conseguenze della persecuzione: gli arresti e lo sterminio, avvenuto prevalentemente nel centro di messa a morte di Auschwitz-Birkenau. Per la prima volta il grande pubblico potrà conoscere le rare immagini dei due film più antisemiti che il nazismo ha prodotto e di cui il governo fascista ha fatto circolare in gran parte delle sale del paese una versione in lingua italiana: Jud Süß (Suss, l’ebreo) e Der ewige Jude (L’eterno ebreo).

La mostra si avvale dei prestiti di materiale di proprietà di prestigiosi archivi nazionali italiani, tedeschi e delle Comunità ebraiche, così come dal contributo di collezionisti privati.

Didascalia foto
Dopo la promulgazione delle leggi antiebraiche e delle relative disposizioni applicative, molti negozianti ebrei si trovarono senza licenza; alcuni di loro furono costretti a “svendere” l’unica risorsa che permetteva loro di vivere. Questi negozi vennero cosi “arianizzati”. L’immagine allegata è un evidente esempio dei fatti dell’epoca.

La mostra è stata realizzata con il sostegno di:
Enel, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Snai.

INGRESSO LIBERO
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30
Per informazioni: tel. 06/69202049