giovedì 28 gennaio 2016

Dedicato a Salvatore

Ieri siamo stati “gocce” in un fiume di persone, ti abbiamo seguito, scorrevamo lenti, nel nostro andare, tra le serrande abbassate che sembravano gli occhi di una Maiori, triste e incredula, che non voleva vedere, non ci voleva credere, e quei petali bianchi caduti al tuo passare, sono stati ancora una volta il tuo giocare con il sole e i colori, per renderla più bella, per rendere emozionante, quello che emozione lo è già.
Questo Noi è stato un bel tempo, trascorso tra la nostra Positano e... la nostra Maiori, si! Perché il centro del tuo mondo, è diventato anche il nostro. Hai condiviso con Noi i tuoi sogni, le speranze e le preoccupazioni, con un pizzico di rabbia e indignazione, ed è anche per questo che abbiamo vissuto, recitato, e speriamo emozionato, nel Giardino tra i palazzi e il mare, dove non ci sono state solo Idee, ma opportunità, quelle che volevi dare a tutti, ma la gente non sempre sa cogliere i fiori che nascono, e che profumano di buono, ma non importa, tu sapevi aspettare.
Ma non ha aspettato Dio, aveva fretta di vederti, umanamente pensiamo che adesso sei li a fotografare La Luce, quella che hai sempre cercato per illuminare qualche angolo buio, o per cambiare l'immagine di chi era troppo chiuso alla vita, e come ha detto don Nicola: ognuno ha un tuo scatto, e tutti adesso conservano nel cuore un immagine di te, e questa si chiama poesia.

nel tuo Giardino delle Idee a Maiori... con noi Murattori  e L'invenzione emotiva

No! non c'è rabbia verso Dio, siamo sinceri, forse nemmeno delusione, il Credere è accettare, è avere fiducia, per poi capire un domani, ma adesso come è giusto che sia, siamo addolorati, questo ce lo puoi concedere, e ci devi concedere di ripartire da quella immaginaria pellicola che ancora non avevi usato, è il nostro Noi, e dobbiamo continuare ad esserlo portando avanti i tuoi progetti, i sogni... in un mondo di confini invalicabili, di stupide divisioni, di velenosi frazionamenti, di giudizi e di distanze, di deliri e miserie umane, di colori primari e secondari... ci hai donato la tua storia, la tua famiglia, e mentre qualcuno altrove sferrava un pugno, hai affidato alle tue donne la cura non solo della casa, ma della Costa, questa nostra Costa fatta di tante Madonne, ogni volta che si doveva, hai saputo fare un passo indietro lasciando fare con fiducia, ma eri sempre attivo e attento, e non mancava mai la tua opinione, i tuoi consigli e la condivisione, spesso ci siamo detti andiamo a Maiori, andiamo da Adele e Salvatore, da Salvatore e Adele, andiamo da Claudia, Sara, Fatou, Lamp, di Salvatore e Adele, ecco questo e, ti e vi rappresenta molto, e all'infinito mondo che si completa con e nell'altra/o.
Ma nessuno potrà mai dire Salvatore e I Murattori, siamo stati Noi, e lo siamo ancora, ieri non abbiamo voluto lasciar cadere una manciata di terra, quella stessa terra da cui sei nato e ritornato, no!

Salvatore. nel tuo  incantevole Giardino di Maiori con i Murattori.  
Ti abbiamo lasciato vicino alla chiesetta, ed è li che ti riprenderemo quando ritorneremo nella nostra Maiori, nel Giardino, e sarai ovunque c'è da ricevere e dare, sarai con Noi e sarai Noi, e se qualche volta ci vedrai stanchi, delusi o addolorati, strizza qualche nuvola perché la pioggia si confonda con le lacrime, perché chi ci vedrà possa solo dire... sorridono come solo Salvatore o fotografo sapeva fare.

Noi... I Murattori



1 commento:

Carmen Maria Apicella ha detto...

Salvatore la semplicità di "ESSERE"