lunedì 1 giugno 2020

Riapre il Museo Archeologico Romano di Positano l


                                È con immenso orgoglio che annuncio ufficialmente l’apertura del Museo Archeologico Romano di Positano lunedì 1 giugno 2020.




Il nostro sito archeologico è parte integrante della città di Positano, il fiore all’occhiello della comunità intera e patrimonio culturale di immenso valore storico, artistico e antropologico.
Le vicende degli ultimi mesi hanno sconvolto gli assetti internazionali, causando profondi danni all’economia e al settore turistico.
Noi positanesi abbiamo la fortuna di vivere in un posto unico, in cui tutti vorrebbero già essere in vacanza per godersi la bellezza umanizzata e paesaggistica di questo luogo.
La riapertura del museo darà il via alla tanto attesa stagione estiva, una stagione anomala se paragonata agli anni precedenti, ma noi Positanesi siamo abituati a rimboccarci le maniche e soddisfare le esigenze dei nostri amati ospiti.
È per questo motivo che abbiamo stabilito, in accordo con la Soprintendenza, che per tutti i clienti delle strutture ricettive di Positano, il biglietto per chi soggiorna nella città romantica sarà ridotto a 5 euro. L’hotel, il b&b, la casa vacanza che vorrà, potrà offrire un coupon / voucher timbrato ai propri ospiti, arricchendo di un valore aggiunto il soggiorno a Positano.
L’ospitalità è uno dei nostri punti forti e quest’anno punteremo alla tutela dei visitatori rispettando le misure prescritte contro il contagio da covid-1.
Gli ingressi al sito museale, rispetteranno l’orario estivo 9:00-21:00 (ultimo ingresso 20:30) per permettere la sua fruizione a 5 persone ogni 30 minuti, i quali avranno il piacere di rivivere la storia millenaria di Positano accompagnati da archeologi locali.
Le aree, inoltre, saranno sanificate dopo ogni tour guidato.
La cultura non è una scommessa bensì una risorsa su cui si rafforza l’identità di una comunità, un popolo come il nostro che si è distinto nella storia e continuerà a farlo.



sabato 30 maggio 2020

Maggio 2020


o' vacile cù e rose 

Spiaggia Grande post Covid




profiteroles

la Guardia Costiera controlla




Friarielli o friggitelli

Continuano i lavori



domenica 24 maggio 2020

Tradizioni napoletane O' Bacill'




Una antica tradizione  napoletana vuole che sera della vigilia dell’ Ascensione venga lasciato sul balcone o davanzale  delle finestre, per tutta la notte, un bacile d’acqua pieno di petali di rose, fiori e foglie di agrumi. E’ credenza che Gesù, alla mezzanotte, salendo in Cielo alla gloria del Padre accompagnato dai suoi angeli, benedicesse le acque.
   Al mattino successivo, è usanza che tutti i componenti della famiglia lavino il viso in segno di purificazione. 

venerdì 22 maggio 2020

Un ricordo a Renata Orso Ambrosoli



Renata Orso Ambrosoli è stata una scrittrice e attrice italiana. Nata a Genova, è l'organizzatrice e fondatrice del premio internazionale di danza Positano. Ha scritto un'autobiografia di notevole spessore e ha continuato fino alla morte ad organizzare manifestazioni di beneficenza.  Ci lasciò il 22 maggio del 2012 

giovedì 21 maggio 2020

Amalfi Test tampone Covid19

Amalfi: ore 13. Test tampone Covid19.
Poiché non sono in grado di andarci personalmente, ci ha pensato la mia amica Dottoressa Marianna Di Martino. E così mi racconta....

Oggi il Comune di Amalfi ha effettuato i tamponi a tutti quelli che, su richiesta, hanno lavorato durante la fase 1 sia sul territorio di Amalfi che Furore.L'
iniziativa è stata realizzata nei comuni con il supporto della regione Campania.
Il tutto è stato eseguito secondo i protocolli Ministeriali e in totale sicurezza, grazie alla collaborazione dell'associazione Millennium. Il tampone viene effettuato prima nel cavo orale e poi nelle fosse nasali, dove si può annidare il virus.


"La banda Gordon" di Marco Dell'Omo, dal 21 maggio in libreria


È stato presentato il 16 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino online il romanzo "La banda Gordon" di Marco Dell'Omo, in uscita il 21 maggio in libreria.
La Banda Gordon è ambientato a L'Aquila nel 1943: un gruppo di ragazzini con il mito di Flash Gordon in cerca della libertà.


La parola all'autore, ex collega ANSA Marco Dell'Omo.
"La banda Gordon è un gruppo partigiano un po' atipico: ragazzini e adolescenti che amano i fumetti, la montagna e la libertà, guidati da un vecchio capitano che vede un fantasma. Dannatamente bravi a beffare i nazisti e... Basta, ho detto già troppo."


Dieci adolescenti partigiani, guidati da un vecchio capitano che vede il fantasma di Trotsky. Un anziano generale dei servizi segreti che dopo il terremoto dell’Aquila, nel 2009, rivive quella storia filtrandola attraverso la sua fantasia. Imprese rocambolesche, inseguimenti mozzafiato, amori giovanili, salite sulle pareti rocciose, spionaggio ai danni dei nazisti, amicizia, presa di coscienza, tradimenti: è questo il filo con cui è tessuto  il romanzo di Marco Dell’Omo “La Banda Gordon” (Nutrimenti editore), che per guardare alla resistenza  sceglie il linguaggio dell’avventura, con un occhio ai fumetti degli anni 30 e 40.

 D.: La banda Gordon è un romanzo sulla resistenza?

 R.: No, la banda Gordon è un romanzo in cui si racconta il desiderio di essere liberi. I componenti della banda sono lì per vari motivi, alcuni sono più politicizzati, altri sono solo insofferenti verso le cerimonie del regime, ma tutti vogliono cogliere un’occasione di libertà. Le azioni della banda sono una preparazione alla resistenza, che comincia dopo la liberazione di Mussolini al Gran Sasso, l’evento che i nostri eroi progettano di impedire. 

 D.: Nel tuo romanzo un ruolo importante ce l’hanno i fumetti, a partire dal nome della Banda.

 R.: Sai quanti partigiani come nome di battaglia avevano scelto Gordon, o Mandrake, o Phantom? Decine, centinaia.  Un’intera generazione aveva letto le storie di quegli eroi americani, finché non furono censurate dal fascismo nel 1938, e con loro avevano sognato l’avventura, l’erotismo, la fantasia. Ho cercato di scrivere una storia a partire da questo retroterra, che viene prima della scelta politica ma che rappresentava l’orizzonte di moltissimi ragazzi di quegli anni. Tra l’altro i partigiani, molto spesso, erano davvero giovanissimi: molti di loro sapevano poco di Marx, ma tutti erano stati lettori dell’Avventuroso.  Diciamo che ho scelto un angolo di osservazione diverso dal solito per parlare di quel periodo storico. E’ stata una scommessa: ho rinunciato al realismo, ho scelto il linguaggio dell’avventura.

 D.: Mi sembra che la banda Gordon sia un romanzo di formazione, la crescita di un gruppo di amici attraverso il fuoco della resistenza

 R.: Più che di formazione, espressione che a me non piace perché sembra che ci sia qualcuno in cattedra che trasmette degli insegnamenti e qualcun altro che li apprende, direi che è un romanzo di trasformazione. I partigiani-ragazzini che vivono l’esperienza della banda sono artefici del loro destino, e cambiano mano a mano che quel destino si compie. Scoprono che il gusto dell’avventura può essere elettrizzante, ma arriva il momento in cui devi decidere se un uomo deve morire.

 D.: Qua e là affiora il dialetto che si parla all’Aquila

 R.: La storia della banda si svolge a l’Aquila e nei suoi dintorni nel 1942 e nel 1943. Il dialetto aquilano è tagliente e concreto, mi sembrava un peccato rinunciare alla sua ricchezza espressiva per descrivere certe situazioni in cui non c’è tempo da perdere, specie sulle montagne dove si addestra la banda.

 D.: Questo è anche un romanzo sull’arte del ricordo, praticata dal protagonista da vecchio

R.: Il generale Vinci, cioè Piero settant’anni dopo, è l’ex giovane gentile diventato un vecchio burbero e insolente. Lui per primo non sa quanto ci sia di fantasioso nei suoi ricordi. Ma non è quello che capita a tutti noi   quando ricostruiamo la nostra storia?


Nuvola Positanese


Dopo le foto di Annalisa pubblico altre foto delle strane forme che le nuvole sanno creare...





mercoledì 20 maggio 2020

POSITANO; Domenica di pasqua

Oggi così: è mezzogirno. Rintoccano le campane  a Liparlati 

                             
                                Ci si comunica dai balconi
                               
                                  Un ricordo al VEP




                                ... e lei osserva tutto: Immobile e silenziosa