domenica 8 maggio 2011

MOTI DELL' ANIMA


Il premio " Moti dell' Anima " 2011 realizzato dagli artisti ceramisti Sosò Guarracino e Mirella Onnembo

I Moti dell' Anima terza edizione
Ieri sera l'Associazione Posidonia e Positano News con il patrocinio del Comune di Positano hanno presentato nel Museo del Viaggio di Positano la terza edizione de " I Moti dell' Anima " una giornata dedicata alla poesia .
46 i partecipanti provenienti dalla Campania, Lazio, Lombardia e Marche.
Quattro i poeti classificatisi al primo posto con lo stesso punteggio:
Antonino Di Maio (Sorrento) con "Qualcuno", Antonello Ramelli (Caserta) con "Tra vit' e canzuncell", Luigi Roscigno (Salerno) Con "Celeusma ostinato"
e Veronica Cecaro (Capua) con "La maschera della vita" ma ieri sera alla premiazione soltanto due poeti erano presenti alla premiazione.

Tra vit’ e canzuncell
Torn’ a campà na voce pe vasc’ tutt’ ‘e ser’
Doce’ o mare accarezz’ e passa dint ‘e vic’
Suspir’ suonn arrubat’addor’ de’ quartier
Lenta comm a na varc’comm a nu suon antic
Chest’ è na storia vecchia prestat a tradizione
Strill’’ a dispiett ‘e chi a vo fa sta zitt’
È a storia e stu paes’ è a storia e sti perzon’
Vale pe chi è stuort’ e pur’ pe chi è deritt’
Ma si bbuon ce pienz sta storia parl’ e ggent’
ca s’annasconn’ ‘e lacreme aret’ a na resat’
Chi è buon’ arrassusia pav’ po malament’
Ciort’ca puort’ e segn’ e vit’ arrepezzatt’
intant’ o tiemp’ pass e ogg è comm ajer’
ma chi nun vo guardà vede fattezz’ bell
E a vocc’ de cuscienz lament’ tutt ‘e ser
o scuorn’ ca se spart tra vita e canzuncell…
Antonello Ramelli (Caserta)
Qualcuno
Qualcuno mi ha insegnato a sorridere,
anche quando dentro ho l’inferno.
Qualcuno mi ha insegnato che ogni attimo sprecato è sottratto alla tua vita
e non lo recupererai.
Mai.
Qualcuno mi ha insegnato che se ami un’altra persona puoi non essere ricambiato,
ma, se ami un bambino, l’amore ti verrà restituito centuplicato.
Qualcuno mi ha insegnato che a undici anni,
la felicità può essere un concetto relativo,
molto relativo.
Qualcuno mi ha insegnato che il fatto che la vita sia bella, anzi bellissima,
non vuol dire automaticamente che la vita sia anche giusta.
Qualcuno mi ha insegnato che la dignità può essere più forte del dolore,
anche quando il dolore è più forte di quanto puoi sopportare.
Qualcuno mi ha insegnato che una carezza sulla testa, anche se non ci sono più capelli,
è più potente del più potente antidolorifico del mondo.
Qualcuno mi ha insegnato a stringere forte i denti e attendere che passi la tempesta.
Qualcuno mi ha insegnato che a volte le tempeste non passano,
anzi diventano uragani e poi terremoti.
E poi la fine del mondo.
Qualcuno mi ha insegnato che è inutile andare via con lui,
perché è una mancanza di rispetto verso chi soffre e combatte per la vita.
Qualcuno mi ha insegnato tutte queste cose e altre ancora,
ma non ha fatto in tempo a insegnarmi come fare a meno di lui.
(27 febbraio2011)
ANTONINO DI MAIO (Sorrento)

Antonello Ramelli, la ceramista Mirella Onnebo, il sindaco Michele De Lucia, Maria Rosaria Manzini curatrice de " I Moti dell' Anima" e Antonino Di Maio.

Michele Pappacoda (Amalfi) legge " la disperazione è seduta su una panchina", dietro il presidente di Posidonia Vito Casola e il sindaco di Positano Michele De Lucia
Giuseppe Caputo di Pomigliano D'Arco legge " 'A munnezza" .. breve ...graffiante...divertente ..attuale...



Un intermezzo musicale del M° Janis Marchesano (violino)
Aniello Cinque (Nocelle/Positano)"Il tempo non lasciava tempo"

Emma Talamo. Positano (Cercami, pensami)
Mario Cobalto ( Positano) . " Il sorriso del mare"
Antonella Graziano del Gruppo teatrale dei Murattori legge una poesia di un assente
GianMaria Talamo del Gruppo teatrale dei Murattori con la sua splendida voce legge " La maschera della vita" di Veronica Cecaro assente e classificatasu anche lei al 1° posto.
La maschera e la cera sono lì:
all’angolo della scena,
tutto è pronto per iniziar il gran spettacolo della vita,
che dal dì all’indoman s’aggira.
Forse sì, forse no
io e voi sapremo sempre cosa far:
ma della risata non riman altro
che ironia sferzante, celata da un sorriso plasmato.
Una maschera schiavizzante,
affaticante,
e mortificante della bellezza dello spirito.
E’ se è vero che la vita è uno spettacolo,
al calar del sipario,
toglierci la maschera
noi possiam.
Veronica Cecaro

La quarta poesia vincente è sempre letta da GianMaria Talamo:
Celeusma Ostinato
Alle fronde dell’incubo,
nell’algido anfratto,
nereggia il frutto
che il pianto tornisce.
Esalan dal pozzo
carezze di madre;
sussurra il cipresso
parole di padre.
Cade la grandine,
picchia alle lapidi,
s’ostina,
i morti non apron.
Dei vivi ricordi
denuda le tombe,
s’infuria,
inghiotte ogni lacrima.
Ribolle nel fango
tra petali d’anima,
dimoia,
la terra non s’apre.
Alle fronde dell’incubo,
nell’algido anfratto,
nereggia il frutto
che il pianto tornisce.
Luigi Roscigno



Intermezzo musicale con flauto traverso delle allieve Michela Milano e Roberta Petrucci
Giovanna Parlato ( Positano) legge Attimo d'Amore

Anche Vito Mascolo del Gruppo Teatrale dei Murattori ha recitato ieri sera poesie di poeti assenti
Simona D'Urso legge la poesia di un assente
Maria Rosaria Palumbo , legge per un assente







1 commento:

Anonimo ha detto...

Grande Massimo, però una cosa la devo dire al vincitore. E' bellissimo scrivere poesie in napoletano, ma bisognerebbe anche rispettare la grammatica della lingua napoletana, altrimenti lo scritto rischia di sembrare serbo o albanese.Molte parole infatti si leggono tronche del finale, ma si debbono scrivere complete, gli accenti molte volte vanno messi prima, etc...
Gian Maria Talamo