venerdì 5 gennaio 2018

NUREYEV : 25 anni fà la sua scomparsa

 
Venticinque anni fa, il 6 gennaio 1993, muore Rudolf Nureyev, da tempo malato di una brutta malattia. Un personaggio ricordato da "Il giorno e la Storia", il programma di Rai Cultura in onda sabato 6 gennaio a mezzanotte, e in replica alle ore 5.30, 08.30, 11.30, 14.00 e alle 20.10 su Rai Storia.
 
A 19 anni, Nureyev e' gia' considerato uno dei piu  grandi ballerini di tutti i tempi. Nel 1961, rifiuta il rimpatrio forzato da Parigi impostogli dal governo sovietico: rivedra' il suo Paese solo nel 1989. La sua carriera di stella del ballo continua travolgente in Occidente,  prima con la compagnia del Marchese di Cuevas, poi con il Balletto Reale danese di Erik Bruhn e, soprattutto, con il Royal Ballet di Londra. Nella capitale britannica , Nureyev forma, con Margot Fonteyn, una coppia destinata a incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo.
 
 
Voglio ricordare che Rudolf è stato anche un cittadino positanese da quanto comprò l’isola de li Galli . Nella torre di Guardia dell’ isola  conservo una sala per realizzare una scuola di danza.
Purtroppo questo suo sogno non si realizzò mai per l'improvvisa scomparsa.

                  Gian Maria Talamo legge una lettera di Rudolf alle giovani danzatrici di Positano
 
 
 
                                prove al Palazzo Murat   Dall' archivio Vespoli
 
"Era l’odore della mia pelle che cambiava, era prepararsi prima della lezione, era fuggire da scuola e dopo aver lavorato nei campi con mio padre perché eravamo dieci fratelli, fare quei due chilometri a piedi per raggiungere la scuola di danza   Non avrei mai fatto il ballerino, non potevo permettermi questo sogno, ma ero lì, con le mie scarpe consumate ai piedi, con il mio corpo che si apriva alla musica, con il respiro che mi rendeva sopra le nuvole. Era il senso che davo al mio essere, era stare lì e rendere i miei muscoli parole e poesia, era il vento tra le mie braccia, erano gli altri ragazzi come me che erano lì e forse non avrebbero fatto i ballerini, ma ci scambiavamo il sudore, i silenzi, a fatica. Per tredici anni ho studiato e lavorato, niente audizioni, niente, perché servivano le mie braccia per lavorare nei campi. Ma a me non interessava: io imparavo a danzare e danzavo perché mi era impossibile non farlo, mi era impossibile pensare di essere altrove, di non sentire la terra che si trasformava sotto le mie piante dei piedi, impossibile non perdermi nella musica, impossibile non usare i miei occhi per guardare allo specchio, per provare passi nuovi. Ogni giorno mi alzavo con il pensiero del momento in cui avrei messo i piedi dentro le scarpette e facevo tutto pregustando quel momento. E quando ero lì, con l’odore di canfora, legno, calzamaglie, ero un’aquila sul tetto del mondo, ero il poeta tra i poeti, ero ovunque ed ero ogni cosa.   Ricordo una ballerina Elèna Vadislowa, famiglia ricca, ben curata, bellissima. Desiderava ballare quanto me, ma più tardi capii che non era così. Lei ballava per tutte le audizioni, per lo spettacolo di fine coso, per gli insegnanti che la guardavano, per rendere omaggio alla sua bellezza. Si preparò due anni per il concorso Djenko. Le aspettative erano tutte su di lei. Due anni in cui sacrificò parte della sua vita. Non vinse il concorso. Smise di ballare, per sempre. Non resse la sconfitta. Era questa la differenza tra me e lei. Io danzavo perché era il mio credo, il mio bisogno, le mie parole che non dicevo, la mia fatica, la mia povertà, il mio pianto. Io ballavo perché solo lì il mio essere abbatteva i limiti della mia condizione sociale, della mia timidezza, della mia vergogna. Io ballavo ed ero con l’universo tra le mani, e mentre ero a scuola, studiavo, aravo i campi alle sei del mattino, la mia mente sopportava perché era ubriaca del mio corpo che catturava l’aria.   Ero povero, e sfilavano davanti a me ragazzi che si esibivano per concorsi, avevano abiti nuovi, facevano viaggi. Non ne soffrivo, la mia sofferenza sarebbe stata impedirmi di entrare nella sala e sentire il mio sudore uscire dai pori del viso. La mia sofferenza sarebbe stata non esserci, non essere lì, circondato da quella poesia che solo la sublimazione dell’arte può dare. Ero pittore, poeta, scultore. Il primo ballerino dello spettacolo di fine anno si fece male. Ero l’unico a sapere ogni mossa perché succhiavo, in silenzio ogni passo. Mi fecero indossare i suoi vestiti, nuovi, brillanti e mi dettero dopo tredici anni, la responsabilità di dimostrare. Nulla fu diverso in quegli attimi che danzai sul palco, ero come nella sala con i miei vestiti smessi. Ero e mi esibivo, ma era danzare che a me importava. Gli applausi mi raggiunsero lontani. Dietro le quinte, l’unica cosa che volevo era togliermi quella calzamaglia scomodissima, ma mi raggiunsero i complimenti di tutti e dovetti aspettare. Il mio sonno non fu diverso da quello delle altre notti. Avevo danzato e chi mi stava guardando era solo una nube lontana all’orizzonte. Da quel momento la mia vita cambiò, ma non la mia passione ed il mio bisogno di danzare. Continuavo ad aiutare mio padre nei campi anche se il mio nome era sulla bocca di tutti. Divenni uno degli astri più luminosi della danza.
La toma di Rudolf a Parigi (gentile concessione archivio Sergio Arci)

Ora so che dovrò morire, perché questa malattia non perdona, ed il mio corpo è intrappolato su una carrozzina, il sangue non circola, perdo di peso. Ma l’unica cosa che mi accompagna è la mia danza la mia libertà di essere. Sono qui, ma io danzo con la mente, volo oltre le mie parole ed il mio dolore. Io danzo il mio essere con la ricchezza che so di avere e che mi seguirà ovunque: quella di aver dato a me stesso la possibilità di esistere al di sopra della fatica e di aver imparato che se si prova stanchezza e fatica ballando, e se ci si siede per lo sforzo, se compatiamo i nostri piedi sanguinanti, se rincorriamo solo la meta e non comprendiamo il pieno ed unico piacere di muoverci, non comprendiamo la profonda essenza della vita, dove il significato è nel suo divenire e non nell’apparire. Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare.

Chi non conoscerà mai il piacere di entrare in una sala con delle sbarre di legno e degli specchi, chi smette perché non ottiene risultati, chi ha sempre bisogno di stimoli per amare o vivere, non è entrato nella profondità della vita, ed abbandonerà ogni qualvolta la vita non gli regalerà ciò che lui desidera. È la legge dell’amore: si ama perché si sente il bisogno di farlo, non per ottenere qualcosa od essere ricambiati, altrimenti si è destinati all’infelicità. Io sto morendo, e ringrazio Dio per avermi dato un corpo per danzare cosicché io non sprecassi neanche un attimo del meraviglioso dono della vita… "    RUDOLF NUREYEV

Le allieve del Centro Danza Positano diretto da
Alessandra Ginevra  all' isola de Li Galli
 

 


 

 

Ordinazione Episcopale Monsignor Michele Fusco

Amalfi 4 gennaio 2018, nella Cattedrale di Sant'Andrea gremita di fedeli ed autorità, Mons. Michele Fusco, già parroco di Positano, è stato nominato Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva


Ordinazione presediuta dal Cardinale di Napoli S.E. Crescienzio Sepe, presenti i vescovi del comprensorio




Come da rituale il neo-vescovo si stende sul pavimento in attesa dell'investitura ufficiale:


Che avviene poco dopo con l'imposizione delle mani, la benedizione e la consegna della mitra e del pastorale







IL NUOVO VESCOVO MONSIGNOR MICHELE FUSCO


Tanti gli abbracci e le congratulazioni :

Con il Cardinale Sepe

Con S.E. Orazio Soricelli Arcivescovo Di Amalfi-Cava

Con S.E. Angelo Spina, suo precedessore alla Diocesi di Sulmona
Le prime benedizioni del neo-vescovo :




Il bagno di folla al termine della celebrazione

e le foto ricordo con le autorità

e con la family


Zia Serafina, madrina di battesimo del neo-vescovo
e le raccomandazioni di mamma Erminia


Saluto di Mons. Fusco al termine della celebrazione

Grazie Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, per il dono della Vocazione.
Grazie perché fin da bambino, come al profeta Samuele, mi hai fatto sentire la tua voce, mi hai toccato con il tuo amore, facendomi vivere l’esperienza di essere figlio amato e prescelto. Grazie per essere stato il mio sostegno nel tempo delicato del seminario, in quello fecondo del sacerdozio ed ora in questo cammino nuovo del mio ministero episcopale.
Donami ti prego cuore che sappia accogliere, parole che sappiano consolare, sapienza per un santo discernimento.
Grazie al Santo Padre Papa Francesco che ha avuto fiducia in me affidandomi il ministero Episcopale.

Grazie ai miei genitori e tutta la mia famiglia, piccola chiesa domestica, nella quale ho sperimentato la bellezza dei legami forti, fatti di valori semplici come nei tempi antichi e dove abbiamo imparato a gioire e a soffrire insieme per ogni evento della nostra vita. Grazie per la gioia con cui avete accolto la mia nomina, la stessa che da sempre sostiene la mia vocazione e il mio ministero.

Grazie alla mia Comunità Parrocchiale di Positano che mi ha generato alla fede con il Battesimo e che ho avuto la grazia di guidare se pur per così poco tempo. Grazie ai miei confratelli, alle suore, ai catechisti e a tutti coloro con cui a vario titolo ho sperimentato il volto bello della comunione

Grazie alla Chiesa Diocesana di Amalfi – Cava de’ Tirreni in cui ho speso gli anni più belli del mio ministero sacerdotale.
Grazie al Vescovo Orazio: Carissimo Padre sin dall’inizio del vostro ministero tra di noi ho avvertito la vostra paternità benevola e accorta e il vostro sostegno, grazie perché così come allora anche oggi mi siete accanto.
Grazie al Vescovo Beniamino: con voi eccellenza ho vissuto il tempo prezioso degli anni giovanili del mio ministero sacerdotale, la vostra testimonianza discreta e nello stesso tempo autorevole, è stata per me maestra di vita.
Un grazie che si fa preghiera al Vescovo Ferdinando, di venerata memoria, che mi ordinò sacerdote.
Un grazie grato e pieno di riconoscenza ai confratelli sacerdoti: continuate a sentirmi vostro fratello e amico, continuate a pregare per me e per il mio ministero. Anche se a distanza sarò in comunione con voi nella preghiera all’unico Padre e ai nostri santi Patroni Andrea e Adiutore

Grazie a tutti i confratelli Vescovi presenti e a coloro che mi hanno accompagnato con la preghiera. Un grazie riconoscente a lei Eminenza Crescenzio Sepe, che da subito ha accettato di presiedere questa celebrazione e mi ha fatto dono della sua presenza.
Grazie a tutti i sacerdoti, religiose, religiosi, diaconi, seminaristi e consacrati e consacrate, che hanno voluto farmi corona oggi, in modo particolare grazie alle Monache Clarisse di Ravello, alle Redentoriste di Scala e alle Monache Visitandine di Valva per la loro presenza orante nel nascondimento della clausura.

Grazie alla Chiesa di Sulmona – Valva, mia amata Sposa, la cui preghiera mi ha sostenuto in questo tempo di preparazione. Il mio cuore oggi è colmo di gioia perché posso finalmente fissare il vostro volto, guardarvi negli occhi. Grazie perché con voi e per voi voglio realizzare il sogno bello di una Chiesa lieta, coraggiosa, attenta agli ultimi che sappia riversare sulle ferite di tutti e di ciascuno il balsamo della grazia e della consolazione. Ci guidino e ci sostengano i nostri santi patroni Panfilo e Pelino

Un grazie che si fa promessa di preghiera al carissimo confratello Angelo che mi ha preceduto nella guida della nostra Chiesa e che ha accettato di essermi accanto in segno di profonda comunione e continuità! Possa l’icona del Bel Pastore, così come recita la liturgia, essere paradigma del nostro ministero.

Grazie alla Comunità del Seminario di Capodimonte e di Salerno, particolarmente alle equipe educative con cui ho condiviso il delicato servizio della formazione dei nuovi sacerdoti.

Grazie ai Gruppi, alle Associazioni e ai Movimenti con cui ho condiviso la gioia e la bellezza del cammino cristiano. Un grazie particolare e riconoscente al Movimento dei Focolari in cui ho vissuto l’esperienza della Fraternità Sacerdotale.

Grazie a tutte le autorità civili e militari presenti e a quelle della Chiesa di Amalfi – Cava e di Sulmona – Valva che hanno permesso la realizzazione di questa celebrazione, all’ufficio liturgico che ha curato per noi questa meravigliosa liturgia, grazie ai Ministranti, ai seminaristi, al Coro, servizio d’ordine, alle associazioni di volontariato, ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero: il Signore riversi su di voi ogni grazia e benedizione.

Un grazie speciale, colmo di gratitudine e di profonda riconoscenza al Comitato che ha curato e coordinato concretamente questo evento, superando non poche difficoltà: il Signore vi ricompensi con doni particolari.

Un ultimo grazie lo rivolgo a tutti gli amici virtuali e non che tramite i social, in questi giorni mi hanno fatto giungere i loro affetto e la loro preghiera e a tutti coloro, in particolare agli ammalati e agli anziani che ci stanno seguendo da casa grazie agli operatori della Televisione che hanno permesso la diretta streaming.

Alla protezione di Maria Madre della Chiesa ed incoronata Regina di Positano affido tutti voi e il mio ministero episcopale.

Concludo riportandovi alcuni versi di Chiara Lubich che meglio di qualsiasi altra parola esprimono i desideri che agitano il mio cuore di Vescovo.  

Ecco la grande attrattiva del tempo moderno:
penetrare nella più alta contemplazione
e rimanere mescolati fra tutti,
uomo accanto a uomo.
Vorrei dire di più: perdersi nella folla,
per informarla del divino,
come s'inzuppa un frusto di pane nel vino.
Vorrei dire di più: fatti partecipi dei disegni di Dio sull'umanità,
segnare sulla folla ricami di luce e, nel contempo,
dividere col prossimo l'onta, la fame, le percosse, le brevi gioie.
Perché l'attrattiva del nostro, come di tutti i tempi,
è ciò che di più umano e di più divino SI possa pensare,
Gesù e Maria: il Verbo di Dio, figlio d'un falegname;
la Sede della Sapienza, madre di casa.


Servizio di Giuseppe Di Martino

mercoledì 3 gennaio 2018

Torna "Fronn' 'e Limon': MAESTRALE"

Buon anno a tutti e spero abbiate passato buone feste!
 
 
Vi ricordate il fumetto di Naima Morelli "Fronn' 'e Limon' ?  Bè Naima è cresciuta, si è diplomata,  è diventata più matura come il suo stile.  La giovane artista ha realizzato un nuovo fumetto sempre ad acquerello che è il continuo del precedente: con titolo è "Fronn' 'e Limon': MAESTRALE"

Mistral
 
                                                                                                 
Il fumetto è pensato ad episodi composto da cinque / sette pagine, ognuno corredato di una copertina ad acquerello ambientato tra penisola e Costiera.

 
Allego in anteprima alcune sue tavole che saranno pubblicate nel suo nuovo progetto. AUGURI Naima


"Ho deciso di pubblicare un episodio ogni settimana (Il sabato), su una pagina facebook che sto creando… " si confida  " Calcolando il numero dei capitoli, e postando ogni settimana e partendo da questo sabato 13 gennaio (magari con una piccola anteprima questa settimana) la storia dovrebbe durare fino a fine maggio. " ed ancora  "La mia mente poi già pensa in grande, immaginando a fine progetto una mostra a Positano d’estate dove esporre tutte le tavole del fumetto… ma questo è prematuro! "

 
La copertina
 
 

Il Progetto

“Fronn’ ‘e Limon’: Maestrale”, è storia estiva di amore e rivoluzione, condita da un gusto per il surreale e l’assurdo. Le atmosfere sono quelle del realismo magico sudamericano alla Gabriel Garcia Marquez e Jorge Amado, ma declinato nei colori pastello e zaffiro di Positano, Atrani, Sorrento e della Costiera Amalfitana.
Nell’universo narrativo di questo fumetto, la personificazione del vento Maestrale fa l’amore con una raccoglitrice di limoni. Le Madonne addolorate si estraggono i pugnali dal cuore e partecipano a blitz anarchici. Nei bar davanti al mare si impara il ninjutsu.

 Il tema centrale è il rapporto con la propria terra per coloro che hanno lasciato il paese e ci ritornano, ma anche per coloro che hanno scelto di rimanere. Una seconda tematica è quella ambientalista – nello specifico l’inspirazione reale è l’inquinamento del fiume Sarno. In entrambi i casi, questo fumetto vuole ricordare che è nel proprio rapporto con sé stessi e con l’ambiente circostante che è possibile trovare un sentimento di gioia e bellezza.

 “Fronn’ ‘e Limon’: Maestrale”, segue due storie parallele che si incrociano, una di amore e un’altra di rivoluzione.

Andreas, una delle più temute ninja della Scuola dell’Ottavo Colle di Roma, viene mandata a Sirento dal suo maestro con una missione: trovare informazioni per localizzare un certo Livio. Sirento però è anche il paese natio di Andreas, dalla quale la ragazza è scappata dieci anni prima alla ricerca di avventure in Asia.

 Livio era un ex membro degli Amici Anarchici, un gruppo di ecoterroristi che, in cambio di informazioni, chiede ad Andreas di aiutarli a compiere un attentato alle fabbriche di pomodori che inquinano il fiume.

Fronn’, una raccoglitrice di Limoni, fa parte degli Amici Anarchici. A differenza di Andreas, che ha lasciato Sirento alla ricerca dell’eccezionale e dello straordinario, Fronn’ ha una vita ordinaria e semplice animata dalla propria fantasia. In sogno conosce Mistral, un ragazzo nato sul fiume Draconte che per via di un voto alla Madonna dei Bagni è stato trasformato nel vento Maestrale.  

Fronn’ e Mistral sviluppano una relazione passionale, che si incrina quando Mistral cerca di impedire a Fronn’ di partecipare al blitz. A congiurare contro la riuscita della missione c’è anche Andrew, il fratello di Andreas, il quale ha un business di successo di ghiaccioli prodotti con le acque del fiume inquinato.

Nel superare le difficoltà, Andreas troverà una pacificazione con la propria terra, Andrew imparerà a mettere il rispetto della natura prima degli affari, Fronn’ reclamerà la propria indipendenza e decide di rompere la maledizione di Mistral che lo ha reso un vento.

 I PERSONAGGI :
Andreas : Ninja della famigerata Scuola dell’Ottavo Colle di Roma e avventuriera in giro per l’Asia. E’ fuggita dalla sua natia Sirento per la creazione di un’esistenza straordinaria





Fronn'  Un pò la Bersagliera di Pane Amore e Fantasia, un po’ Gabriella Garofano e Cannella di Jorge Amado, Fronn’ vive una vita semplice da raccoglitrice di limoni all’insegna della gioia e dell’immaginazione. Non ha mai avuto il desiderio di allontanarsi dal suo paese, ma deciderà di farlo alla fine della storia.
 
Mistral Irruento e sanguigno in pubblico, dolce e vulnerabile con la sua amata Fronn’, Mistral è stato trasformato in vento a diciassette anni. Tradizionalista, sogna una famiglia propria ma l’essere stato trasformato in vento glielo impedisce.
 
Andrew   Un giovane imprenditore, Andrew dirige il proprio business dall’onnipresente cellulare a bordo della propria barchetta a vela. Andrew non si fa scrupoli a vendere ghiaccioli realizzati con le acque inquinate del fiume Draconte, ma la sua mancanza di etica è dovuta più alla pigrizia che a cattiveria.
 
 
 
Presentazione dell’autrice


Naima Morelli (One More Red Naima) è nata a Sorrento (NA) e vive a Roma, dove ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti. Nel 2010-2011 pubblica il primo episodio di “Fronn’ ‘e Limon: SCIROCCO’” in due volumi per la Cagliostro E-Press. Con questa pubblicazione ha partecipato al Comicon di Napoli, Lucca Comics and Games e Sarno Comics.

I sui acquerelli sono stati esposti in spazi come la Galleria Studio Ferraro (Roma), Il Museo del Viaggio (Positano), Casa delle Donne (Roma), Circolo degli Artisti (Roma), Full Moon Club, (Roma), Chiostro di San Francesco (Sorrento) e altri.  

Dal 2012, associa ad un’attività come illustratrice freelance, il proprio lavoro da giornalista per pubblicazioni di arte contemporanea.

Aggiornamenti quotidiani del suo lavoro sono su Instagram: https://www.instagram.com/rednaima/ e sulla pagina personale dell’autrice: https://www.facebook.com/onemore.rednaima

 

 
 
 

 

martedì 2 gennaio 2018

Milano: MUSEONATALE


 
Attività speciali dal 26 al 31 dicembre e dal 2 al 7 gennaio dalle 9.30 alle 18.30.Bambini e adulti costruiscono biglietti di auguri che si illuminano,
giocano con ombre e musica, scoprono la scienza nei dolci delle feste, sperimentano le forme geometriche.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Via San Vittore 21, Milano
Milano, 6 dicembre 2017. Da martedì 26 a domenica 31 dicembre e da martedì 2 a domenica 7 gennaio il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia sarà aperto tutti i giorni con orario festivo e una grande offerta di attività per adulti e bambini. Tutte le attività dei laboratori, le visite guidate alle esposizioni e le mostre temporanee sono incluse nel biglietto d’ingresso al Museo.
Nel nuovo i.lab Matematica si potranno scoprire le forme geometriche nascoste in situazioni quotidiane.
Nella Tinkering Zone, adulti e bambini a partire da 8 anni potranno creare biglietti di auguri che si illuminano o costruire flipper con elastici, biglie e una quantità di materiali diversi.
Nell’i.lab Area dei Piccoli, i bambini da 3 a 6 anni potranno giocare con luci, ombre e musica per raccontare la loro storia di Natale.
Nell’i.lab Alimentazione, bambini più grandi (da 7 anni) e adulti scopriranno invece come la scienza sia nascosta anche nelle ricette dei dolci delle feste. Zucchero, farina, lievito, zenzero, cannella e tanti altri ingredienti si trasformeranno con divertenti “esperimenti” natalizi.
Altre attività interattive saranno proposte a rotazione negli i.lab Alimentazione, Biotecnologie, Chimica, Genetica, Elettricità, Materiali.
Dal 3 al 5 gennaio si potrà inoltre partecipare a visite guidate alla Galleria Leonardo e all’area Spazio con il frammento di roccia lunare e il telescopio di Schiaparelli.

Nel biglietto d’ingresso al Museo è inoltre compresa la visita alla mostra Re-Source, dedicata al gas naturale nel futuro dell’energiain occasione dei 75 anni di Snam.

Mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 dicembre, mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 gennaio inoltre i bambini da 6 a 10 anni potranno partecipare ai CAMPUS GIORNALIERItrascorrendo “Una giornata al Museo” senza i genitori, tra visite animate e attività nei laboratori interattivi. Scegliendo fra tante proposte nuove, potranno scoprire antichi mestieri o sperimentare con la colla, dedicarsi al volo e giocare una caccia al tesoro fra gli oggetti più importanti o curiosi del Museo (www.museoscienza.org/attivita/giornata-al-museo/).


 PROGRAMMA
I.LAB MATEMATICA
Da mercoledì 27 a domenica 31 dicembre, martedì 2 e mercoledì 3 gennaio
Forme nello spazio
Per bambini da 7 anni e adulti | su prenotazione | durata 45 minuti
Quali forme deve avere una struttura per rotolare facilmente, o ruotare, o innalzarsi il più possibile? 
Proviamo a costruire queste strutture e scopriamo le figure geometriche più adatte a ottenere lo scopo che ci prefiggiamo.
Triangoli & Co.
per bambini da 10 anni e adulti | su prenotazione | durata 45 minuti
Attorno a noi ci sono solo le figure geometriche che studiamo a scuola? Esploriamo altre forme per scoprire le loro caratteristiche, a volte inaspettate.
 TINKERING ZONE – MAKER SPACE
Per bambini da 8 anni e adulti
Ogni giorno dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 | attività a ciclo continuo e senza prenotazione con ingresso libero fino a esaurimento posti

Messaggi che ti illuminano
Da martedì 26 a domenica 31 dicembre
Vuoi mandare un messaggio che ti illumina per augurare buon anno a qualcuno di speciale? Ti servono led, batterie, nastro di rame, fogli di carta colorati e qualcosa da dire o raccontare. Puoi far accendere e spegnere la luce su un biglietto di auguri speciale che si anima appena lo apri.

Flipper fai da te
Da martedì 2 a domenica 7 gennaio
Costruiamo un percorso per una biglia e conduciamola all'uscita usando gravità, elasticità e geometria. Nell'ambito del progetto "Tinkering EU: ContemporaryEducation for Innovators of Tomorrow"

I.LAB ALIMENTAZIONE
Christmas show cooking
Martedì 26 e sabato 30 dicembre, da martedì 2 a domenica 7 gennaio
Per bambini da 7 anni | Attività su prenotazione

A cosa ti serviranno zucchero, farina, lievito e un tocco di zenzero e cannella? Entra nella cucina laboratorio del Museo e scopri come trasformare questi ingredienti con divertenti “esperimenti” natalizi.


PER I PIÙ PICCOLI
Attività su prenotazione
Ogni giorno sono previste attività specifiche per i bambini da 3 a 6 anni in cui scoprire il magico mondo delle bolle di sapone nell’i.lab Bolle di sapone, inventare con luci ed ombre la propria storia di Natale,costruire meccanismi musicali, giocare con la matematica nell’i.lab Area dei piccoli.

MOSTRA TEMPORANEA
RE-SOURCE. Il Gas Naturale nel futuro dell’energia
Fino al 7 gennaio 2018
Una mostra dedicata ai 75 Anni di Snam che ruota attorno a un esempio di eccellenza tecnologica italiana senza eguali in Europa: il Quadro Sinottico della Rete Nazionale dei Gasdotti, da sempre il “cervello” del sistema gas italiano. Dotatasi da pochissimo di un nuovo e ancor più sofisticato Quadro di Controllo, Snam espone il precedente strumento al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano:16 pannelli funzionanti, per una superficie di oltre 90 metri quadri, che al termine della mostra verranno esposti in modo permanente al Museo.
Re-Source. Il Gas Naturale nel futuro dell’energia”illustra caratteristiche e virtù di una fonte energetica cruciale per il presente e per il futuro dell’Italia e dell’Europa.
Arricchisce la mostrail volume edito da Rizzoli, curato da Paolo Mieli e dedicato alla storia e al futuro del gas attraverso le sue rotte e i suoi sviluppi tecnologici.
Il programma dettagliato di tutte le attività del Museo (mostre temporanee, visite guidate, laboratori interattivi) è disponibile all’indirizzo http://www.museoscienza.org/attività


PER I REGALI DI NATALE PIU’ ORIGINALI
MUST Shop
martedì - domenica 10.00 – 19.00
aperto anche lunedì 18 e domenica 24 dicembre
Il Museumconceptstore che si trova all’uscita del Museo, in via Olona 6, è un luogo aperto alla città dove trovano spazio idee innovative e proposte originali legate a scienza e tecnologia. Racconta l’identità del Museo e si inserisce nel suo percorso di visita arricchendone e completandone l’esperienza. In vendita in esclusiva nel MUST Shop le tre linee di merchandising progettate e realizzate dallo staff creativo del Museo: quelle ispirate al sottomarino Toti, a Leonardo da Vinci e quella corporate Museo.
www.mustshop.it | shop@museoscienza.it | 02 48555340

Membership card
Sono in vendita presso la biglietteria del Museo tre tipologie di card pensate per vivere il Museo ed essere coinvolti nelle numerose iniziative e attività proposte. Danno diritto all’ingresso gratuito e illimitato rispettivamente per 1, 3 e 5 persone oltre alla priority lanee allo sconto del 10% su MUST shop, sottomarino Toti, feste di compleanno e campus.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì: 9.30 – 17 | sabato e festivi 9.30 - 18.30. Dal 26 dicembre al 7 gennaio 9.30-18.30.
Chiuso 24, 25 dicembre e 1 gennaio.
Biglietti d’ingresso
intero 10,00 € | ridotto 7,50 € per bambini e giovani da 3 a 26 anni; persone oltre i 65 anni; gruppi di almeno 10 persone; giornalisti in visita personale dietro presentazione del tesserino dell’Ordine dei Giornalisti in corso di validità e compilando il form di accredito; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni |speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione.
Ingresso gratuito per: visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni; giornalisti che stanno realizzando un servizio sul Museo, accreditati in precedenza.
Visite guidate al sottomarino Enrico Toti
Il biglietto per la visita guidata all'interno del sottomarino Enrico Toti può essere acquistato solo in aggiunta a quello del Museo.
Il costo è di 8 € + il biglietto del Museo (+2 € di prevendita). Prevendite online su www.museoscienza.org. Info e prevendite: tel.02.48555330, attivo il martedì e il venerdì dalle 13.30 alle 16.30. Info anche scrivendo a infototi@museoscienza.it
Biglietti online
Sul sito del Museo è possibile acquistare il biglietto d’ingresso al Museo – intero o ridotto, il biglietto per il sottomarino Enrico Toti. È possibile prenotare alcune attività interattive e visite guidate (max. 1 attività per persona), al costo di prevendita di 1 euro.
MUST SHOP: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00; lunedì chiuso.
www.museoscienza.org | info@museoscienza.it | T 02 48 555 1