lunedì 12 maggio 2008

APPELLO DI SOLIDARIETA'

Abbiamo ricevuto da Valentina Tafuri,direttrice dell' ECOdiSalerno, un appello di solidarieta per Maria Pia affetta da una grave malattia. Ve lo proponiamo:
Aiutiamo Maria Pia
Maria Pia è una bambina di Salerno che, in seguito ad una banale infezione da gastroenterite che però ha raggiunto il cervello, è diventata cerebrolesa.

Le cure e le terapie che le danno una speranza di miglioramento sono molto costose e possono esserle somministrate solo negli Stati Uniti.

La famiglia di MaPi non riesce a sostenere tutte le spese che queste cure richiedono e quindi chiede l'aiuto di tutti noi.

Chiunque può effettuare un versamento con causale "DONAZIONE MARIA PIA" presso il conto corrente acceso presso

BANCA DELLA CAMPANIA DI SALERNO, Agenzia 1
CODICE IBAN: IT 38Y 053 921 520 300 000 13 075 83
CODICE SWIFT (per donazioni dall'estero): IRPB IT 3A XXX.

01 / 05 / 2008

Valentina Tafuri

link: http://www.ecodisalerno.com/aiutiamo-maria-pia.htm

scrivi al sito
valetaf@tiscali.it

sabato 10 maggio 2008

GRAZIE.....



GRAZIE....

A Enzo che mi ha ospitato nel suo locale, Mediterraneo.
A Francesca, Gianluca e Ornella che mi hanno aiutato a montare la mostra.
A Nicola e Simona per il loro formidabile Comunicato Stampa.
A Francesco De Filippo e Johanna Rossi Mason per la loro presentazione toccato nel cuore. A tutti gli amici e colleghi che si sono adoperati a pubblicizzare questo mio ultimo lavoro dedicato a Positano, ai suoi pescatori alla sua gente che tanto amo.
A G.P., mio ex direttore ANSA; a Giosuè e Monica e il Fotografico tutto. A Giancarlo di Multimedia; A Silvia Lambertucci del serv. Cultura; A Mario e Ciro della red. di Napoli. A Maria Luisa Cocozza di Canale 5; A Stefano Marinotti dell' AGI.
Infine grazie infinite a Michele 5 e Positanonews che sono stati veramente impareggiabili e i loro amici e colleghi giornalisti della Costiera Amalfitana: Giovanna Mangiaracina, Maria Rosaria Sannino,Valentina Tafuri e tanti altri ancora che pur non conoscendomi hanno scritto qualcosa di carino sul mio Lavoro nelle loro pagine o siti. Sinceramente Mx

giovedì 8 maggio 2008

RIEVOCAZIONE TRASLAZIONE CORPO SANT'ANDREA




Il cardinale Walter Kasper,fotografato oggi a Positano durante una breve visita. L'alto prelato, si è imbarcato su un pattugliatore della capitaneria di Porto per raggiungere Amalfi dove si è tenuta una Solenne cerimonia per l´ottavo centenario della traslazione del corpo di Sant´Andrea, patrono della Costiera Amalfitana. Ad accogliere il cardinale Kasper, il sindaco della Perla della Costiera Amalfitana, Domenico Marrone il parroco Don Giulio Caldiero, l'ammiraglio Alberto Stefanini , il C.V. Vincenzo De Luca il Mr. dei CC Rosario Nastro e Andrea Manera e il Capo di Marina Epidio Gioielli.

Rievocazione traslazione corpo Sant' Andrea.




Il cardinale Walter Kasper,fotografato oggi a Positano durante una breve visita. L'alto prelato, si è imbarcato su un pattugliatore della capitaneria di Porto per raggiungere Amalfi dove si è tenuta una Solenne cerimonia per l´ottavo centenario della traslazione del corpo di Sant´Andrea, patrono della Costiera Amalfitana. Ad accogliere il cardinale Kasper, il sindaco della Perla della Costiera Amalfitana, Domenico Marrone il parroco Don Giulio Caldiero, l'ammiraglio Alberto Stefanini , il C.V. Vincenzo De Luca il Mr. dei CC Rosario Nastro e Andrea Manera e il Capo di Marina Elfidio Gioielli.

LA PALINURO OGGI A POSITANO

BANDIERA BLU A POSITANO


Il Comandante Generale del Corpo della Capitaneria di Porto Amm. Raimondo Pollastrini ( 2° da Sin), l'ass. Francesco Mascolo, il sindaco di Positano Domenico Marrone e il Capitano di Vascelo Vincenzo De Luca mostrano la Bandiera Blu sul Molo di Positano. Infatti ieri Positano è stata premiata per l´undicesimo anno consecutivo con la Bandiera Blu, la certificazione ambientale attribuita dalla FEE, Foundation for Environmental Education. Alla presentazione dell' ambito premio del 2008 avvenuta nella sala conferenze del Ministero dei Trasporti a Roma, era presente il Sindaco, Domenico Marrone.

mercoledì 7 maggio 2008

POSITANO: ISTANTI in 40 anni d'immagini

Domenico Marrone, oggi primo cittadino di Positano, in una foto del 1972. E' una delle foto esposte nella mostra fotografica di Massimo Capodanno, al ristorante Mediterraneo:POSITANO: ISTANTI in 40 anni d'immagini.

Istanti! Ma ancora di più: un 500esimo di secondo per scatto: è l’istante rubato. Ecco le immagini che si susseguono di una Positano ancora autentica, il più delle volte nel bianco e nero che restituisce intatti i profumi, i sapori del mare, della gente, della salsedine e dei fiori, del cuoio delle scarpe e del cordame, del pesce e del pane. Sfogliando come pagine della memoria collettiva le foto di Massimo Capodanno, ognuno rievoca come in un bel sogno il bagliore della propria giovinezza. Nelle movenze di un intero paese, ognuno vede la cifra della socialità di Positano e riscopre volti persi nella dimenticanza o sopiti nel tempo.
Ed ecco riuniti intorno agli accoglienti tavoli del Mediterraneo, preparando l’evento, gli uomini di oggi che ripescano nella memoria la loro storia e il loro evolversi negli anni. Negli istanti che fermano il tempo che fu, scorrono quadri di Postano, a restituire loro integro il passato, ma anche il futuro a venire.
Il pane portato nelle grandi ceste e i giovani che furono il sostegno delle famiglie e che ancora oggi portano il non metaforico peso del duro lavoro quotidiano. Massimo Capodanno coglie con straordinaria sensibilità ciò che spesso allo sguardo disattento sfugge, ciò che brilla nella luce del sole, ciò che appare appunto in un 500esimo di secondo. Sotto il leggero peso delle ceste ormai vuote, un giovane, la cui bellezza travolge il fotografo che lo immortala senza però riuscire a scoprirne il nome. Rimane il suo giovane corpo e lo sguardo basso, i lineamenti delicati, la sensuale fisicità. E così, trentasei anni dopo lo scatto, il giovanotto delle ceste, vieppiù cresciuto e Primo Cittadino può, nel percorrere con lo sguardo le immagini della sua Positano, esclamare: “Ma quel ragazzo sono io!”
( di Giovanna Mangiaracina )
che ringrazio di cuore. Mx

domenica 4 maggio 2008

Un sabato sera a Positano




Inaugurazione ieri sera a Positano del nuovo negozio di Manolo e Veronica
VISION POINT alla quale hanno partecipato numerose persone. La splendida
padrona di casa ha accolto gli amici con il suo smagliante sorriso e Manolo indaffaratissimo a confezionare uno strepitoso buffet preparato dall'insuperabile chef Renzo di Next2: Cuscus di verdure con gamberetti spadellati, sushi di tonno, e una squisita focaccia salata con ricotta spalmata e alici stemperati con buccia di limone. Complimenti allo Chef e grazie a Manolo e Veronica per la splendida serata e tanti cari auguri. foto massimo capodanno

sabato 3 maggio 2008

INFORMAZIONE: RICORDATI GIORNALISTI VITTIME MAFIA-TERRORISMO


Da sinistra: il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, con il presidente
dell'Unci, Guido Columba, Lorenzo Del Boca, Franco Siddi e Romano Bartoloni durante la giornata internazionale che l'ONU intitola alla libertà di informazione, oggi in Campidoglio. foto mario De Renzis
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Per la prima volta gli 11
giornalisti uccisi dal dopoguerra e quelli feriti dalla mafia, dalla camorra
dai terrorismi rossi e neri sono stati ricordati tutti insieme
dai vertici delle organizzazioni giornalistiche e dai loro
familiari. La cerimonia del ricordo si e' svolta in concomitanza
con la Giornata Mondiale della Liberta' di stampa dell'Onu e
delll'Unesco, nella Promoteca del Campidoglio, salutata dal
neosindaco Gianni Alemanno. Le storie di queste vittime sono
rievocate in un libro pubblicato dall'Unione nazionale Cronisti
(Unci), il cui presidente Guido Columba ha parlato di ''storie
diverse, ma accomunate da alcuni aspetti: nessuno aveva la
vocazione dell'eroe, ma nessuno si e' accontentato della
versione ufficiale o di comodo degli avvenimenti. Hanno fatto
giornalismo d'inchiesta, sono andati a vedere di persona, hanno
raccontato cose che gli altri non vedevano o non volevano
vedere''.(ANSA). lA FOTO è di Mario De Renzis /CD

UN LIBRO PER NON DIMENTICARE / i giornalisti uccisi dalla mafia e dal terrorismo


La locandina del libro “Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo” , presentato oggi nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, scritto da Monica Andolfatto, Simona Bandino, Gaetano Basilici, Enrico Bellavia,Vincenzo Bonadonna,Roberto Franchini, Adriana Laudani, Giuseppe LoBianco, Umberto Lucentini, Pietro Messina, Antonella Romano, Alberto Spampinato, Marcello Ugolini, Marco Volpati,Leone Zingales. La copertina, realizzata dal pittore Riccardo Benvenuti, raffigura l’Angelo della memoria. L’ideazione grafica e l’impaginazione sono di Luisa Battiato.

Un ricordo,
un impegno


di Guido Columba


Mafia, camorra, terrorismo rosso e nero, in Italia. Eserciti in lotta, guerriglieri, banditi, all’estero. Persone, luoghi, motivi diversi. Accomunati da un solo nemico: nel loro mirino ci sono i cronisti. Perché hanno il compito di raccontare alla gente quello che accade. La realtà vera, non quella di comodo che questo o quel potente o prepotente di turno vorrebbe accreditare come tale. E per essere fedeli al loro compito i giornalisti pagano un prezzo altissimo. Fino ad essere uccisi e feriti gravemente.
Avviene da sempre e ovunque: ad Arlington, in Virginia, c’è un muro di vetro alto 7 metri al Journalists Memorial, sul quale sono incisi i nomi di oltre 1.500 giornalisti uccisi. Ogni anno l’elenco delle vittime si allunga. In Italia dal dopoguerra ad oggi troppo lunga è la lista dei giornalisti colpiti. A loro l’Unci dedica la Giornata del 3 maggio 2008 in concomitanza con quella internazionale che l’Onu intitola alla libertà di informazione. Una Giornata per ricordare, ma anche per impegnarsi affinché ciò che è stato non sia più e i cronisti possano informare liberamente e senza rischiare la vita.
Diceva il collega Tiziano Terzani che “la storia esiste solo se qualcuno la racconta”, ma la storia è la cronaca vista a distanza di tempo. Senza cronaca, dunque, non c’è storia, e senza storia non c’è coscienza del progredire della civiltà né delle battute di arresto o, a volte, dei ritorni indietro. E perché la cronaca sia veritiera occorre che i cronisti abbiano la possibilità e la capacità di raccontarla. Non è certo un caso che, ricevendo i vincitori del Premio Cronista 2002 - Piero Passetti al Quirinale, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi abbia pronunciato per la prima volta la frase divenuta poi il leit motiv del suo rapporto con la stampa: “il cronista è il Dna del giornalismo, tenete dritta la spina dorsale”. Né che il suo predecessore, Oscar Luigi Scalfaro tutte le volte che incontrava i cronisti ripetesse “il fatto è il fatto è non lo può cambiare neanche DomineDio”. L’attuale Presidente, Giorgio Napolitano, in occasione del recente Congresso della Fnsi, ha richiamato “l’insostituibile funzione civile di una informazione libera e pluralistica e il suo ruolo essenziale nella crescita di una società democratica”.
La Giornata, organizzata d’intesa con Federazione della Stampa e Ordine dei giornalisti e che ha l’Alto Patronato del Presidente Napolitano e i Patrocini del Presidente del Consiglio e dell’Unesco Italia, da un lato è il naturale proseguimento dell’attenzione dell’Unci a questo tema – già evidente con il Giardino della Memoria di Palermo, nel quale cronisti e magistrati piantano alberi in memoria di magistrati, giornalisti e uomini delle forze dell’ordine uccisi dalla mafia - dall’altro realizza la celebrazione unitaria e contemporanea del ricordo di colleghi a ciascuno dei quali sono dedicate particolari commemorazioni, manifestazioni, Premi, Fondazioni, Associazioni impegnate in attività sociali e benefiche.
E’, naturalmente, anche una Giornata di impegno e mobilitazione: il doveroso omaggio ai colleghi che alla libertà dell’informazione hanno sacrificato la vita, o sono stati gravemente feriti, si deve coniugare con il sostegno ai molti, troppi, giornalisti che nella loro attività quotidiana subiscono minacce, intimidazioni, violenze e con la rivendicazione del pieno e libero esercizio della professione. Dalla Giornata gli interventi dell’Unci a difesa della libertà di informazione nei confronti di tutti coloro – criminali, magistrati, forze dell’ordine, politici, amministratori, potenti di ogni genere che ostacolano l’informazione cercando di impedirla, negando le notizie o arrivando anche a distorcerle ai loro fini - saranno rafforzati, come anche le azioni per impedire che leggi, norme e circolari mettano ulteriori ostacoli al diritto-dovere di cronaca già così difficile da realizzare.
L’Unci ha varato l’iniziativa della Giornata nel novembre del 2006 a Viareggio quando il Consiglio nazionale ha approvato un ordine del giorno presentato dai consiglieri siciliani Antonella Romano, Giuseppe Lo Bianco e Leone Zingales. Il Consiglio ha affermato che ‘’il sacrificio dei giornalisti uccisi nell’esercizio del proprio dovere di informare segna una dolorosa tappa del cammino di progresso civile di ogni comunità democratica che ha nell’informazione uno dei pilastri fondanti del proprio contratto sociale. I nomi e le storie dei colleghi uccisi, in massima parte cronisti, costituiscono irrinunciabili testimonianze di impegno civile e deontologico che devono essere tenute sempre vive nella memoria collettiva dei cittadini. I colleghi sono ricordati con singole manifestazioni e premi giornalistici: la Giornata di Roma li accomunerà e renderà più evidente il tributo pagato dai giornalisti italiani alla democrazia’’.
Per sostenere la Giornata abbiamo anche chiesto un impegno al mondo politico, sempre prodigo di sperticati elogi per la funzione democratica fondamentale del giornalismo. Abbiamo sottoposto l’iniziativa al Presidente della Commissione antimafia Francesco Forgione, al Presidente della Commissione affari costituzionali della Camera Luciano Violante, al deputato Marco Boato. Il risultato è stata la proposta di legge n. 2735 per l’istituzione della “Giornata nazionale della memoria dei giornalisti uccisi dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo” presentata il 5 giugno 2007 dall’on. Boato alla Camera.
La manifestazione in Campidoglio precede di pochi giorni la data del 9 maggio, anniversario dell’uccisione, nel 1978, dell’on. Aldo Moro, che una legge del 2007 ha stabilito sia il “Giorno della memoria”, al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno ed internazionale, e delle stragi di tale matrice.
La nostra iniziativa ha da un lato un taglio più ridotto, ma allo stesso tempo più ampio. Ridotto perché riguarda una sola categoria di cittadini - anche se speciale come quella dei giornalisti - tra le tante che sono state colpite. Ampio perché le vittime che ricorda non lo sono state solo della violenza terroristica ma anche, e soprattutto, di quella delle organizzazioni mafiose e perché si estende ai colleghi morti mentre erano impegnati nelle maggiori aree di crisi mondiale, e in Italia in circostanze diverse.
E la celebrazione l’abbiamo abbinata al 3 maggio per sottolineare la Giornata mondiale della libertà dell’informazione decretata dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1993 e organizzata annualmente dall’Unesco. Giornata che quest’anno si svolge a Maputo, capitale del Mozambico, con un focus sulle relazioni tra libertà di stampa, libero accesso alle informazioni e crescita dell’autonomia e responsabilità dei popoli.
Nel libro ricordiamo tutti i giornalisti italiani morti nel dopoguerra. A partire dagli 11 uccisi da mafia, camorra e terrorismo: Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi. Un capitolo ricorda i colleghi uccisi all’estero o in Italia in circostanze diverse: Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Ezio Cesarini, Raffaele Ciriello, Eugenio Colorni, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Enzio Malatesta, Carlo Merli, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo. Ci sono poi Graziella De Palo e Italo Toni scomparsi in Libano. Un altro capitolo ricorda gli operatori Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota e Marcello Palmisano e Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero ucciso “per errore” dai Nar. Poi i colleghi “gambizzati” dai terroristi: Vittorio Bruno, Nino Ferrero, Antonio Garzotto, Indro Montanelli, Guido Passalacqua, Franco Piccinelli, Emilio Rossi. Completano il libro le sintetiche biografie di tutti i colleghi e la storia del Giardino della Memoria di Palermo.
Il libro è aperto dal messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato per la Giornata, e dalle prefazioni di Roberto Natale, Presidente della Federazione della Stampa e Lorenzo Del Boca, Presidente dell’Ordine dei giornalisti. A scriverlo sono stati Monica Andolfatto, Simona Bandino, Gaetano Basilici, Enrico Bellavia, Vincenzo Bonadonna, Roberto Franchini, Adriana Laudani, Giuseppe Lo Bianco, Umberto Lucentini, Pietro Messina, Antonella Romano, Alberto Spampinato, Marcello Ugolini, Marco Volpati, Leone Zingales. La copertina, realizzata dal pittore Riccardo Benvenuti, raffigura l’Angelo della memoria. L’ideazione grafica e l’impaginazione sono di Luisa Battiato.
Le storie dei singoli colleghi sono descritte negli articoli e nella biografie. Devo però richiamare alcuni temi generali.
L’impegno personale: nessuno ha avuto la vocazione dell’eroe, ma tutti, indistintamente, non si sono mai accontentati della versione ufficiale o di comodo degli avvenimenti. Hanno fatto del giornalismo d’inchiesta, sono andati a vedere di persona, hanno raccontato cose che gli altri non vedevano o non volevano vedere, hanno collegato fatti, nomi, vicende scollegate tra loro per risalire alla verità. Sono stati animati da carica ideale ed etica e da passione civile e sociale. Diversi sono stati spinti anche da passione politica: in prevalenza di sinistra, anche accentuata, ma anche di destra. Cesarini, Colorni, Malatesta e Merli sono stati uccisi da fascisti e tedeschi.
Il rapporto con la professione: Alfano, Impastato e Rostagno non erano iscritti all’Ordine dei giornalisti, lo sono stati d’ufficio dopo la morte. Russo non ha mai voluto farlo. Cutuli è stata promossa inviata speciale dopo la morte. Siani è stato assunto a morte avvenuta.
Le definizioni: per il loro impegno nel descrivere la vera natura del terrorismo gli assassini hanno chiamato le loro vittime in vario modo. Tobagi: terrorista di Stato. Casalegno: servo dello Stato. Montanelli: schiavo delle multinazionali. Rossi: velinato del Ministero dell’Interno e piazza del Gesù. Ferrero: servo del Pci. Passalacqua: giornalista riformista.
I misteri sulla morte: pochi dei delitti commessi contro i giornalisti sono stati risolti. Nella maggior parte dei casi rimane inappagata la richiesta di giustizia e la constatazione che si sarebbe dovuto e potuto fare molto di più per individuare mandanti, esecutori, complici. Mancano, inoltre, quattro corpi: quelli di Baldoni, De Mauro, De Palo, Toni.
La Giornata che celebriamo costituisce un dovere e un impegno.
Il dovere di ricordare i colleghi che hanno pagato con la vita o con gravi sofferenze la loro determinazione a raccontare la verità. Cosa che abbiamo fatto anche assegnando il Premio Cronista alla memoria nel 1993 ad Alfano, nel 1994 a Luchetta, nel 1995 a Palmisano.
L’impegno a difendere il diritto-dovere di cronaca e la libertà di stampa contro i tanti, troppi, nemici che vorrebbero far tacere i giornalisti. E’ un impegno che l’Unci si è assunto e che intende mantenere con grande determinazione. E che da questa Giornata esce rafforzato.
Guido Columba /ANSA/ CD